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Delitti ItalianiNewsOmicidi in FamigliaLuciana Cristallo assolta in appello: Uccise l’ex marito nel 2004

Luciana Cristallo assolta in appello: Uccise l’ex marito nel 2004

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luciana cristalloLuciana Cristallo accoltellò Domenico Bruno dopo l’ennesima furiosa lite. Per i giudici si trattò di legittima difesa dato che la donna reagì ad un tentativo di strangolamento

Domenico fu ucciso con 12 coltellate tra cui una fatale al cuore. Successivamente il suo corpo venne arrotolato in un tappeto e buttato nel fiume Tevere, ma dopo un mese il cadavere riaffiorò sulla spiaggia di Ostia.

Ad essere accusati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere furono Luciana Cristallo e Fabrizio Rubini, all’epoca compagno della donna. Dopo 10 anni da quella tragedia, la Corte d’Appello ha deciso di assolverli dalle accuse.

Ecco le dichiarazioni di Luciana Cristallo rilasciate a “La Stampa”:

Signora, prima l’assoluzione al processo di primo grado, ora anche la prima corte d’assise d’Appello di Roma ribadisce il verdetto di innocenza per legittima difesa. Eppure lei continua a piangere, anche ora mentre mi parla. Perché?
“Metabolizzare quello che è accaduto dieci anni fa non è facile. Non lo è stato e non lo è tuttora. In tutto questo tempo i miei quattro figli e la mia famiglia d’origine hanno molto sofferto. È stato come un’onda anomala che ha travolto tutto e tutti. Me compresa”.

Che cos’è a tormentarla di più?
“Convivere con il senso di colpa, alcune cose me le sono perdonate, mentre altre nessuno riuscirà a perdonarle. Perché l’uomo che ha più volte cercato di uccidermi tentando di strangolarmi e che io ho ucciso per finirla con tutte le violenze che subivo, era comunque il padre dei miei quattro figli. Era l’uomo che ho amato e che ho sposato. Ma quello che è successo è stato inevitabile: per fortuna è stata fatta giustizia e sono stata assolta. Ora spero che possa perdonarmi anche Dio”

Che cosa ricorda di quella sera? Che cosa la spinse a difendersi colpendo suo marito?
“E’ durato una manciata di secondi. Era tutto come avvolto in una nebbia e anche i ricordi sono annebbiati. È come quando stai per annegare: non ti metti a pianificare nulla, reagisci, cerchi di salvarti. È questo che ho fatto io: ho reagito per salvare me stessa. È stato terribile ma non avevo scelta, in quel momento non avevo alternative per poter continuare a vivere”.

Suo marito la denigrava o la picchiava davanti ai figli?
“Purtroppo sì, gli episodi di violenza alla presenza dei miei quattro ragazzi sono stati diversi, per fortuna loro sono cresciuti bene nonostante tutto. Anche se, pur essendo ragazzi equilibrati, studiosi e capaci di successi scolastici, sono comunque ragazzi segnati. Io sono stata in carcere per nove lunghissimi mesi, senza poterli vedere. È stato un trauma per me, ma anche per loro. L’esperienza che hanno vissuto non è di quelle che si cancellano con un colpo di spugna. Per fortuna siamo sempre stati molto uniti, i miei figli sono sempre stati al mio fianco in questi anni. E questo mi ha sicuramente dato la forza di andare avanti”.

Dieci anni fa lei aveva una relazione con Fabrizio Rubini, prosciolto completamente. E oggi?
“Il dramma che ho vissuto ha influito negativamente su quel rapporto sentimentale, siamo comunque rimasti in buoni rapporti. Io, poi, ho deciso di dedicarmi completamente ai miei figli”.

A 49 anni non c’è più posto per l’amore nella sua vita?
“I miei figli vengono prima di ogni altra cosa. Ho sofferto molto e ora voglio solo liberarmi dall’incubo dello stalking subito e che è finito in quel modo. Un domani, chissà”.

Alle donne vittime di stalking che cosa sente di dire?
“Innanzitutto che non devono restare sole, che devono parlare, aprirsi con amici e parenti per non sentirsi isolate. Ovviamente ogni caso è un caso a sé, ma per metterti al riparo da chi ti umilia o ti picchia selvaggiamente l’unica strada è quella di farlo sapere. Neanche le denunce, purtroppo, servono a tutelarti. Infatti è pieno di donne che hanno chiesto aiuto alle forze dell’ordine invano: sono state uccise da chi le aveva perseguitate”.

Il suo difensore, l’avvocato Giovanni Sabbatelli, l’ha più volte sostenuta dagli attacchi di chi ironizzava sul suo pianto durante il funerale del suo ex marito. Come valuta chi ancora la critica per quelle sue lacrime?
“Nel peggiore dei modi. Io sono una vittima di un dramma più grosso di me. La sentenza di assoluzione è la conferma che la giustizia esiste. Non mi è stato regalato nulla e nulla mi sarà mai regalato. Spero solo che i miei figli e mia madre non debbano più soffrire”.

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