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Delitti ItalianiLuciano Re Cecconi ucciso nel 1977 a Roma: la storia dell’omicidio del centrocampista laziale

Luciano Re Cecconi ucciso nel 1977 a Roma: la storia dell’omicidio del centrocampista laziale

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Il centrocampista laziale Luciano Re Cecconi venne ucciso in una gioielleria a Roma. A 40 anni ancora non si conoscono i motivi.

Luciano Re Cecconi si trovava in una gioielleria di Roma con alcuni amici, poco dopo essere entrato, il titolare prese una pistola, puntò uno di loro e sparò in pieno petto a Re Cecconi. Il calciatore autore di uno dei gol più belli del campionato di calcio della stagione morì in ospedale. Qualcuno raccontò che Luciano Re Cecconi “finse” di essere un rapinatore ma dopo 40 anni dall’omicidio e con una sentenza definitiva ci sono ancora molti dubbi su quello che è accaduto. Purtroppo Re Cecconi si era infortunato al ginocchio, doveva tornare in campo il 30 gennaio del 1977 dopo una lunga riabilitazione che lo aveva tenuto lontano per due mesi e mezzo dal pallone. La sera del 18 gennaio 1977 Luciano Re Cecconi era uscito con Pietro Ghedin (compagno di squadra) e Giorgio Fraticcioli di professione profumiere. Proprio lui doveva consegnare dei flaconi di profumo al proprietario della gioielleria, Bruno Tabocchini.

L’ipotesi dello scherzo finito male è quella più accreditata anche dai giornalisti che arrivarono per primi sulla scena del crimine, qualcuno scrisse che il calciatore ebbe la forza di dire: “Era uno scherzo”. Il caso dell’omicidio di Luciano Re Cecconi è stato affrontato in diversi libri, Guy Chiappaventi autore di “Aveva un volto bianco e tirato – Il caso Re Cecconi” si concentra proprio sul fatto che era impossibile non riconoscere il calciatore all’apice della carriera, inoltre pare che frequentasse quella zona e viveva nello stesso quartiere del gioielliere. Gli abitanti del Fleming però sostenevano che Bruno Tabocchini ignorava l’esistenza dei giocatori laziali. Durante le indagini però la Procura di Roma prese anche in considerazione il fatto che forse il gioielliere stesse al gioco e che il colpo fosse partito accidentalmente, un’ipotesi accantonata. Tabocchini venne arrestato per “eccesso colposo di legittima difesa” e assolto per “aver sparato per legittima difesa putativa” dopo 18 giorni.

Tabocchini aveva subito altre rapine in passato ecco perché sparò, erano gli “anni di piombo” a Roma. La procura non presentò alcun ricorso e della sentenza si occuparono anche politici importanti come Bettino Craxi convinto che ci fosse dell’altro. Per il presidente della commissione Giustizia al Senato invece quella sentenza fu coraggiosa, perché era stata applicata una norma fondamentale.

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