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Delitti ItalianiLucio Giacomoni, ucciso da tre banditi: “lo hanno massacrato. Non vivranno fuori dal carcere”

Lucio Giacomoni, ucciso da tre banditi: “lo hanno massacrato. Non vivranno fuori dal carcere”

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Lucio GiacomoniLucio Giacomoni è stato ucciso il 23 gennaio 2015 da una banda di rapinatori romeni, che entrarono nella sua villa e, non trovando un ricco bottino, massacrarono a calci e pugni la loro vittima

I banditi che entrarono nella villa a Mentana del medico Lucio Giacomoni erano tre e tutti romeni. Si tratta di Daniel Alexandru Buduca, Mihai Alexandru Ionel e Ovidiu Bicu, i quali persero la testa perchè non trovarono i 25mila euro sperati, ma solo 1800 euro in contanti, un tablet e un telefonino. Fu per questo motivo che il 72enne venne letteralmente massacrato e chiuso in bagno per evitargli di chiamare i soccorsi. Fu proprio in quel bagno che Lucio Giacomoni perse la vita poco dopo la fuga dei banditi, che picchiarono e abbandonarono anche la ragazza che era in casa con la vittima.

A parlare dell’atrocità e del male fatto a Lucio Giacomoni è stato il figlio Simone in un’intervista a Iltempo.it: “Quella notte mia sorella mi ha chiamato alle tre. ‘Simone, papà, papà’, ripeteva. Mi sono alzato, ero in pigiama, scalzo e in quel modo sono corso a casa di mio padre, a tre chilometri dalla mia. Ho aspettato le sette di mattina, fuori a quella villa che tanto aveva voluto e che in un anno è stata profanata dai ladri dieci volte. Volevo vederlo, salutarlo. Quei tre lo hanno massacrato e io gli ho giurato che non vivranno fuori dal carcere”.

Simone in quella notte ha perso tutto e ancora non riesce a credere come sia possibile che tra gli aggressori c’era anche l’uomo che il padre aveva aiutato: “Personalmente ho perso la mia ragione di vita. È azzardato dirlo, mi rendo conto, avendo quattro bambini. Ma mio padre per noi era tutto: il nostro orgoglio, il nostro collante, un esempio, uno stimolo a far bene. Siamo cresciuti in una famiglia patriarcale, senza di lui è venuto a mancare il punto di riferimento. Sono dei vigliacchi, lo hanno aggredito in tre, di notte, dopo aver staccato la luce dal contatore elettrico. Mihai è una persona che mio padre ha aiutato, ha dormito da lui, aveva un problema al ginocchio e lo ha fatto visitare da un luminare. Adesso in aula piange, ma è lui, ex campione europeo di kickboxing, ad avergli dato il primo pugno. Io non perdono. Se questi tre tornano in libertà, in cella entro io. [..] Me lo hanno massacrato, buttato in bagno, colpito a calci sulle costole, alla schiena, gli hanno sbattuto la faccia a terra più e più volte. Tant’è che è morto”.

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