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Luigi Tenco: non fu omicidio ma delitto politico, la nuova ipotesi del criminologo

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È inevitabile in questi non giorni non pensare a Luigi Tenco, il cantante che morì durante lo svolgimento della kermesse canora di Sarnemo. All’epoca si parò di suicidio, ma sono molte le incongruenze e i dubbi su questa tragica morte. Il criminologo Pasquale Ragone, direttore di Cronaca&Dossier ha depositato presso la procura di Imperia una nuova richiesta per ulteriori accertamenti.

luigi tenco«La sua arma non ha mai sparato… In qualche modo era vicino ad ambienti dell’estrema destra», è quanto sostiene l’esperto Pasquale Ragone. Il criminologo dirige la rivista Cronaca&Dossier e al caso di Luigi Tenco è stato dedicato un dossier approfondito. Luigi Tenco morì tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 e il caso venne archiviato in fretta come suicidio. Per sostenere la sua ipotesi, il criminologo Ragone ha studiato a fondo la documentazione originale fornita dalla stessa Procura.

Quando la polizia scientifica ha eseguito i primi rilievi del caso elencando gli oggetti presenti nella stanza, la Walther Ppk 7,65 di Luigi Tenco, non c’era, era in macchina così come non c’era il biglietto che è stato attribuito al cantante. Il bossolo dell‘arma con cui si sarebbe ucciso Tenco che corrispondeva a quello di una beretta modello 70, che non era la sua, rimasta sempre in macchina. Pasquale Ragone ha chiesto la collaborazione del prof. Martino Farneti, esperto in balistica, per una perizia accurata, da cui è emerso che i segni sul bossolo non sono quelli della Walther PPk 7,65.

Ragone ha esposto la sua teoria, a Radio Cusano nel corso di “La storia oscura”, il programma del giornalista Fabio Camillacci: Luigi Tenco è una vittima politica. Queste parole sono presto rimbalzate di radio in radio, anche in quelle tradizionali. Il cantautore era legato a personaggi eversivi vicini agli ambienti della destra, ma non si conosce la natura di questi rapporti. La documentazione sulla vita militare nasconde dunque una verità taciuta fatta di nomi e cognomi, molti dei quali legati al golpe borghese del ’70. Nella stessa trasmissione è intervenuto l’ing. Alessandro Lima, anche lui esperto in balistica che ha parlato dell’esame dello stub. Per risultare positivo si devono trovare tre elementi: antimonio, piombo e bario.

Luigi Tenco era un gran fumatore, per questo sulle sue mani vennero trovate due particelle della prima sostenza. Ma questo non fu abbastanza per la Procura che decise di non riaprire il caso per omicidio. Eppure bastava dare credito ai commenti dei suoi amici e colleghi, tra cui Orietta Berti che disse: «Per me Luigi Tenco non si è suicidato, ma quando l’ho detto nelle interviste non l’hanno mai riportato»; oppure a quella del commissario Arrigo Molinari, che nel 2003 affermò: «Quello di Tenco non fu un suicidio».

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