HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Incidenti aereiMalaysia Airlines: il pilota del Boeing 777 scomparso nel 2014 aveva premeditato un suicidio di massa
Malaysia Airlines: il pilota del Boing 777 scomparso nel 2014 aveva premeditato un suicidio di massa

Malaysia Airlines: il pilota del Boeing 777 scomparso nel 2014 aveva premeditato un suicidio di massa

di

C’è una nuova ipotesi (forse l’ultima) sul volo della Malaysia Airlines scomparso dai radar l’8 marzo del 2014. Sul New York magazine è stato pubblicato un articolo con alcune informazioni confidenziali provenienti dalle indagini avviate dalla polizia malese in collaborazione con la Fbi.

Malaysia Airlines: il pilota del Boing 777 scomparso nel 2014 aveva premeditato un suicidio di massaIl Boeing 777 della Malaysia Airlines che trasportava 239 persone è sparito mentre era in volo sull’oceano Indiano l’8 marzo del 2014. Dopo due anni i governi hanno annunciato che intendono sospendere le ricerche del relitto ma sul New York magazine è stato pubblicato un reportage con informazioni molto importanti riportate anche su Il Fatto Quotidiano.

Il New York magazine è entrato in possesso dei documenti della polizia malese, alle indagini ha collaborato la Fbi. Quello che è emerso è davvero sconcertante perché pare che il capitano del volo della Malaysia Airlines, un mese prima avesse simulato un volo suicida utilizzando un simulatore casalingo. Nello documento si parla degli hard disk che le autorità della Malaysia avevano consegnato alla Fbi dove il capitano registrava le sessioni di volo del simulatore. Se questo fosse vero la tragedia è un omicidio-suicidio di massa premeditato.

Ahmad Zaharie aveva provveduto ad eliminare i dati ma il programma aveva memorizzato le simulazioni effettuate. Ed è proprio tra queste che gli investigatori hanno trovato la sessione incriminata. La partenza impostata era Kuala Lumpur, poi il volo svoltava verso nordest sullo stretto di Malacca, successivamente virava a sinistra e poi sull’oceano Indiano sino all’esaurimento del carburante. In base ai segnali che il volo Mh370 ha trasmesso ai satelliti dopo l’interruzione delle comunicazioni radio, la rotta seguita era simile a quella del simulatore.

L’unica differenza riscontrata è nella direzione finale ma il New York magazine specifica che potrebbe trattarsi si una semplice coincidenza. Eppure gli investigatori sin dall’inizio avevano sospettato che il capitano avesse programmato tutto, ma non erano stati trovati indizi circa la sua colpevolezza. I ministri dei trasporti di Malaysia, Australia e Cina hanno precisato che sospendere le ricerche non significa interromperle, e in base a queste nuove informazioni le aree già esaminate dovrebbero essere scandagliate nuovamente. Verranno trovati altri reperti oltre a quelli già emersi?

Lascia un commento

Back to Top