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Marco Del Bosco condannato per l’omicidio del socio

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Marco Del Bosco, gestore della cascina San Bernardo di Poirino è stato condannato a 25 anni di reclusione. L’accusa è di omicidio e di occultamento del cadavere del suo ex socio Andrea Ingenito. Il giovane 34enne era sparito a novembre del 2008. L’ultimo ad avere sue notizie il fratello Raffaele che aveva avvertito qualcosa di strano nella voce del ragazzo.

marco del boscoAndrea Ingenito era figlio di un noto commerciante torinese, da qualche tempo si era messo in affari con Marco del Bosco, ma i familiari non vedevano di buon occhio l’uomo. I due soci gestivano un allevamento di cavalli. Dopo la scomparsa il padre e il fratello di Ingenito hanno chiesto spiegazioni a Marco del Bosco che ha fornito risposte vaghe e poco convincenti. Marco del Bosco aveva ricevuto 90mila euro in presto da Ingenito per acquistare una mandria di vitelli, inoltre secondo il racconto dei parenti del ragazzo scomparso, Del Bosco aveva detto che poteva anche “far sparire un cadavere seppellendolo sotto il letame” [Fonte].

Poche settimane dopo la scomparsa di Andrea Ingenito l’inchiesta si era fermata perché c’erano pochi indizi contro Marco del Bosco. Mentre la polizia stradale era sulle tracce di una banda di ladri di automobili trova il suv di Andrea in un fienile. Il proprietario della struttura viene denunciato per ricettazione ma tenta di difendersi dicendo che l’auto gli era stata affidata proprio da Marco del Bosco e che apparteneva al suo socio che si trovava all’estero. I carabinieri non sono convinti da questa versione e per Del Bosco scatta l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Il pm Deodato chiede 30 anni per l’uomo e ottiene il suo rinvio a giudizio. Oggi invece è arrivata la notizia della condanna. Il legale di Marco del Bosco ha già annunciato che ricorrerà in appello ma attende di leggere le motivazioni per preparare la difesa del suo assistito.

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