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UltimissimeMarco Prato è sieropositivo: il mondo dei festini romani trema

Marco Prato è sieropositivo: il mondo dei festini romani trema

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Il settimanale Giallo da oggi in edicola ha diffuso una notizia importantissima, Marco Prato è risultato positivo al test dell’Hiv. Il trentenne noto Pr romano è entrato in contatto con tantissime persone.

Marco Prato è sieropositivo. L’annuncio shock è stato dato da Giallo in edicola con tutti i documenti in esclusiva. Sulla pagina Facebook del settimanale diretto da Andrea Biavardi sono pubblicati i documenti esclusivi che lo provano. Marco Prato è accusato insieme a Manuel Foffo di aver ucciso Luca Varani al culmine di un festino a base di alcol e droga che è durato più giorni. Il giovane trentenne, noto negli ambienti romani, potrebbe essere entrato in contatto con molte persone e chi ha avuto rapporti non protetti con lui potrebbe essere dunque a rischio.

Marco Prato ha saputo di essere sieropositivo mentre era detenuto in carcere al Regina Coeli e l’autorità giudiziaria deve accertare se ne fosse a conoscenza o meno. In questo caso potrebbe essere imputato in un nuovo processo, così come accaduto per Valentino. Sulla pagina Facebook di Giallo non mancano le polemiche e c’è chi accusa i giornalisti di non aver rispettato la privacy. Questa la loro risposta: “La privacy cade davanti al l’allarme sociale: vanno avvertite le persone che hanno avuto contatti con lui, perché potrebbero aver contratto il virus”.

Marco Prato ha avuto tanti partner: sono tutti a rischio? La cartella clinica acquisita agli atti del processo

Proseguiamo l’aggiornamento della delicata vicenda che ha come protagonista Marco Prato. Il settimanale Giallo ha pubblicato alcuni stralci della cartella clinica dell’imputato per il delitto di Luca Varani. Leggete cosa scrivono: «Diario clinico del detenuto Marco Prato. Hiv: positività riscontrata in marzo. Ultimo test, negativo, due anni fa. Trasmissione sessuale. Riferisce di essere informato sufficientemente sulla condizione di sieropositività». Poche righe scritte a mano che suonano come una ‘sentenza’ per chi negli ultimi tre anni ha avuto contatti con il pr romano. Il diario clinico di cui si parla è stato sequestrato dai carabinieri ed è finito agli atti delle indagini, 120 pagine tra esami, analisi, visite mediche e sedute psichiatriche sostenute da Marco Prato in nove mesi. Quando è stato arrestato il 6 marzo 2016 Prato ha negato di avere patologie di rilievo e non ha compilato la parti riservate all’Hiv accettando di essere sottoposto al test. La vita sessuale di Prato era piuttosto attiva, non solo uomini ma anche donne tra le sue conquiste, in più si è prostituito.

Il professore Fabrizio Pregliasco, medico virologo, intervistato da Giallo, ha parlato dei rischi che corrono le persone che hanno avuto rapporti sessuali non protetti con Prato: «Quando si entra in contatto con sangue o sperma infetto, è necessario sottoporsi a un test per stabilire se c’è stato il contagio. Un solo esame, però, non è sufficiente, poiché la presenza del virus Hiv può manifestarsi nell’arco di un semestre dal contagio. È opportuno sottoporsi al test varie volte: il primo subito dopo il rapporto, il secondo dopo un mese, il terzo dopo tre mesi e l’ultimo dopo sei mesi. Se i primi test sono negativi, non è detto che non ci sia stato contagio, perché l’esame più affidabile è quello che si fa dopo sei mesi. Solo se quest’ultimo test risultasse negativo si avrebbe la quasi certezza di non aver contratto il virus».

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