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Delitti ItalianiMarco Vannini: novità sul misterioso omicidio di Ladispoli

Marco Vannini: novità sul misterioso omicidio di Ladispoli

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Ancora novità sul caso dell’omicidio di Marco Vannini. Un testimone ha raccontato di aver sentito due spari. Se è vero potrebbe essere la prova che non è stato un incidente. La sera del 17 maggio un colpo è partito dalla pistola di Antonio Ciontoli che puliva l’arma in bagno mentre il ragazzo faceva la doccia. La fantasiosa ricostruzione non convince gli inquirenti.

marco vanniniIntorno all’omicidio di Marco Vannini, il giovane 20enne di Ladispoli, è stato costruito un muro di omertà da parte della famiglia Ciontoli. La madre continua a lanciare disperati appelli dalle colonne del settimanale Giallo che cerca disperatamente la verità sulla morte del suo unico figlio. Le sue richieste non sono cadute nel vuoto perché quando hanno sparato a Marco erano circa le 23, a quell’ora la gente è ancora sveglia e il rumore di uno sparo è così forte che può essere avvertito. Una persona infatti si è fatta avanti e ha raccontato di aver sentito due spari. Se la circostanza venisse confermata si potrebbero aprire nuovi scenari interessanti nella complicatissima inchiesta.

Antonio Ciontoli, 48 anni, militare della Marina nel R.U.D., è l’unico indagato per l’omicidio di Marco Vannini. Agli inquirenti ha spiegato che le pistole erano in bagno perché l’indomani le avrebbe utilizzate al poligono di tiro e le stava pulendo. Vi avevamo già raccontato che lo zio di Marco aveva detto che Ciontoli non aveva più il porto d’armi da 6 anni e che non è vero che andava a sparare abitualmente.

Ciontoli ha sempre dichiarato che è partito un solo colpo dalla sua pistola, se fossero davvero due, si tratterebbe dell’ennesimo tentativo di depistare le indagini. Molti altri testimoni hanno udito più di un colpo, ma non hanno mai avuto il coraggio di farsi avanti. Gli inquirenti non sono convinti che abbia sparato il militare anche perché l’esame dello stub è stato effettuato su 3 dei 5 occupanti della casa al momento dell’omicidio di Marco Vannini: la fidanzata Martina, il fratello Federico e il suocero. Sono state escluse la suocera e la fidanzata di Federico. Antonio Ciontoli sta coprendo il vero assassino? Un militare esperto come lui infatti, sapeva che sarebbe stato sottoposto al test per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo e quindi potrebbe essersi accusato di un delitto che non ha commesso.

Sempre al settimanale Giallo, mamma Marina dice che nessuno le ha detto che fine hanno fatto i vestiti che indossava Marco quella sera: la t-shirt rossa e i bermuda con 100 euro in tasca. Forse sono stati bruciati o gettati in un cassonetto. Nella villetta dei Ciontoli non c’è traccia degli effetti personali di Marco Vannini. La fidanzata di Marco, Martina, era molto gelosa.

Il giorno dell’omicidio è stata a casa dei Vannini per pranzo ed era apparsa molto nervosa. Marco non era tornato perché era rimasto al lido per lavorare. Era molto arrabbiata con lui perché voleva entrare nell’esercito, un sogno che coltivava sin da ragazzino. Purtroppo la sua domanda era stata rifiutata perché aveva allegato un certificato scaduto eppure era stato aiutato da Antonio Ciontoli a preparare la documentazione. Insieme allo zio Roberto, Marco aveva presentato nuovamente la domanda e durante il pranzo, ai familiari era sfuggito quel “piccolo” segreto. Nel cellulare di Marco Vannini ci sono ancora due messaggi: «Venerdì sei stato da tuo zio?» … «Vero?». Il ragazzo non rispose e potrebbe essere proprio questo il motivo che avrebbe fatto scatenare la lite nella villetta di Ladispoli, degenerata in tragedia.

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