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Maresciallo condannato per stupro si suicida davanti la casa della vittima

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marescialloEdoardo Milani, maresciallo di 55 anni, si è tolto la vita dopo aver ricevuto dalla Cassazione la conferma della sua condanna per violenza sessuale. L’uomo si è sparato alla testa davanti la casa della vittima

Sette anni e mezzo di carcere: una condanna per abusi sessuali che avrebbe rovinato definitivamente la sua carriera e la sua persona.

Nelle ultime ore infatti, i giudici hanno inflitto al maresciallo una condanna triplicata rispetto a quella di primo grado che era di soli due anni e quattro mesi ed hanno confermato anche il risarcimento di 10.000 euro a ciascuna delle donne violentate e quello da 50.000 euro da versare nei confronti dell’Arma dei Carabinieri.

E’ proprio per questo motivo che Edoardo Milani, che era stato già sospeso dall’incarico dopo le tante accuse di violenza sessuale, ha deciso di suicidarsi. La tragedia è avvenuta in via San Rocco a Vallecrosia, strada in cui vive una delle donne che lo aveva denunciato per molestie.

Tre erano in tutto le vittime che avevano avuto il coraggio di esporre le brutalità ricevute dal maresciallo più di una volta. Gli stupri avvenivano quasi tutti in caserma, luogo in cui il 55enne si sentiva forte a causa della divisa che indossava.

Il primo episodio di violenza risale al 2005 nei confronti di una donna che si era rivolta ad Edoardo Milani per discutere della grave situazione del figlio detenuto in carcere. Nel 2007 il sottoufficiale avrebbe molestato un’altra donna che si era presentata in caserma per denunciare il suo vicino di casa. Nel 2008 invece l’abuso dell’ultima vittima violentata in casa sua dove il 55enne si era recato per motivi di servizio.

Dopo la condanna una delle vittime ha espresso la sua gioia: “Non posso che esprimere la mia soddisfazione per la sentenza, che rende giustizia a chi ha dovuto subire determinati comportamenti da un rappresentante di un’istituzione così preziosa come l’Arma dei carabinieri, assieme alle altre forze dell’ordine sempre vicina alle donne vittime di violenze”.

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