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Maria Concetta Cacciola, arrestati i genitori

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Maria Concetta Cacciola avrebbe voluto svelare i segreti della ‘ndrangheta di Gioia Tauro ma purtroppo per impedire le sue confessioni e di collaborare con la giustizia, i genitori ed il fratello l’hanno uccisa per poi simulare un suicidio

A Maria Concetta Cacciola in quel maledetto giorno del 20 agosto 2011 le è stato fatto bere dai familiari acido muriatico per ucciderla definitivamente in modo tale da non poter raccontare nulla di tutto ciò che sapeva. Sull’omicidio hanno indagato per molto tempo i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e i pm della procura antimafia.

Dopo i tanti accertamenti e le intercettazioni è emersa la verità. I clan della ‘ndrangheta e i suoi uomini ai propri servizi avevano l’obiettivo di impedire che Maria Concetta Cacciola continuasse a raccontare dei segreti dei boss ai magistrati.

Maria Concetta CacciolaUna famiglia disposta ad uccidere la propria figlia per salvare la mafia ed i mafiosi che dominano il proprio territorio. I carabinieri hanno così arrestato cinque membri colpevoli dell’omicidio della donna, ovvero il padre, la madre, il fratello della vittima e due avvocati penalisti che avrebbero costretto Maria Concetta a ritrattare tutte le sue dichiarazioni. I genitori ed il fratello della vittima erano però già detenuti e condannati dalla Corte d’assise si Palmi per maltrattamenti nei confronti di Concetta.

I tre membri della famiglia sono stati accusati di concorso in violenza privata, concorso in violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, concorso in favoreggiamento personale e l’aggravante è quella di aver favorito la difesa della ‘ndrangheta.

I due avvocati, soprattutto per quanto riguarda Pisani,controllavano spesso se ci fossero delle microspie che potessero scoprirli e secondo i magistrati l’avvocato Cacciola aveva legato uno stabile rapporto con la ‘ndrangheta tanto che aveva consigliato ad un indagato di fuggire offrendosi disponibile a portare messaggi ai detenuti utilizzando delle affermazioni conosciute dai mafiosi.

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