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Cold CaseMaria Josè Olivastri: ecco le ultime novità sulla sua scomparsa
Maria Josè Olivastri

Maria Josè Olivastri: ecco le ultime novità sulla sua scomparsa

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C’è una strada segreta, simile ad un ponte sotterraneo. Un angolo nascosto che sopravvive  a noi stessi: è come un battito d’ali. Un punto di incontro tra la vita e la morte. E questo Maria Josè Olivastri lo raccontava alle sue amiche. E ancora oggi lo sussurra alle loro orecchie.

Maria Josè OlivastriLorenzo aveva regalato a Maria Josè un girocollo d’oro dalle forme antiche. Quella collana è un regalo speciale per una donna che sta vivendo un periodo buio e difficile. Maria Josè fa la postina, ma è stata licenziata in tronco dopo 19 anni di servizio. Ha l’affitto di casa da pagare, e soprattutto una figlia di 15 anni da mantenere. Deve assolutamente trovare un lavoro. Pensa che fare la massaggina (ovvero la massaggiatrice) possa essere la soluazione giusta.

Mercoledì 8 agosto 2001: Maria Josè è in macchina con Lorenzo. Si sono conosciuti l’estate scorsa a Pantelleria. L’uomo soffre di un forte mal di schiena, ed è venuto apposta dalla Sicilia per curarsi. Gli hanno parlato molto bene di un hotel che si trova vicino a Montegrotto, a pochi km da Abano terme.

Alle 11 meno 10 sono arrivati all’hotel: Lorenzo scende dalla macchina e saluta Maria Josè. L’appuntamento che si danno è per le 13. Maria Josè, quel mattino, ha portato con sè i suoi curricula, nella speranza che qualcuno in cerca di personale la assuma. Ad Abano Terme  ci sono tanti alberghi aperti tutto l’anno per le cure termali. E lei ha preso delle lezioni private da un massaggino, amico di una sua conoscente.

Maria Josè quella mattina si presenta alla reception di diversi alberghi. Intanto si sono fatte le 13, ma a quell’appuntamento con Lorenzo lei non ci arriva. Lui la chiama al cellulare ma risulta sempre staccato. Alle 7.30  del mattino del giorno dopo, il 9 di agosto, il corpo senza vita di Maria Josè viene  ritrovato avvolto in un lenzuolo in un canaletto di scolo a Terradura, una frazione a pochi km da Abano Terme.

L’autopsia stabilisce che la donna è stata uccisa il giorno prima intorno alle 13, proprio quando avrebbe dovuto incontrare il suo Lorenzo. Maria Josè è stata colpita alle spalle e poi strangolata. Chi l’ha uccisa ha buttato via i suoi vestiti, poi ha legato mani e piedi al collo con i lembi strappati di un lenzuolo. E poi l’ha gettata nel fosso.

Il dato certo è che poco tempo prima di essere uccisa, Maria Josè ha bevuto un caffè, e probabilmente in compagnia del suo assassino. Ma dove? Dalle analisi è impossibile stabilire se si tratti di un caffè della macchinetta oppure dell’espresso di un bar. Certo che questo dato avrebbe fatto al differenza. Inoltre, Maria non era solita bere il caffè durante il giorno: è la stessa sorella ad ammetterlo.

Il suo potrebbe essere un caffè sorsseggiato per cortesia, magari durante un colloquio di lavoro? In questa storia ci sono tanti aspetti da chiarire. Ad esempio quello relativo alla macchina che Maria Josè guidava quel giorno: venne ritrovata parcheggiata nel centro proprio vicino agli alberghi in cui era stata. Perchè dovettero passare 6 giorni per ritrovarla?

Gli inquirenti condussero male le indagini, oppure quella macchina venne portata lì in un secondo momento? Quell’8 agosto 2001 ad Abano Terme non esisteva un circuito di telecamere di videosorveglianza. I movimenti in paese non sono così stati registrati, e solo dopo la sua morte si è scoperto che il suo gestore telefonico in quelle 48 ore aveva avuto un black out. Ecco perchè era risultato staccato anche allo stesso Lorenzo, quando aveva cercato invano di rintracciarla.

Quei problemi di servizio non permisero di risalire alle telefonate effettuate e ricevute da Maria Josè. Il luogo in cui è stato scelto per occultare il cadavere di Maria Josè poi non è così isolato. E’ vero che è estate, e che la fabbrica adiacente al canaletto di scolo è chiusa per ferie, ma il canaletto è vicino ad una strada provinciale e c’è sempre passaggio.

Sul lenzuolo, analizzato 4 anni fa, non risulta nessuna traccia che parli  dell’assassino. E’ stata, forse, la permanenza in acqua a cancellare il tutto. Secondo un ex poliziotto, nonchè addetto alla sicurezza degli hotel della zona, si tratta di un lenzuolo di una casa privata. Ma perchè, allora, ucciderla, e far sparire i suoi vestiti?

La Procura ha riaperto un fascicolo, e tra le varie pagine spounta un nome: si tratta di un massaggino residente poco distante da Abano Terme che, però, avrebbe conosciuto Maria Josè solo quella mattina. Si è trattato di un approccio finito male? Già, perchèun testimone ha dichiarto di aver visto la donne verso le 12.10 in un altro Hotel, intenta a compilare un modulo per l’invio del suo curriculum.

Ed è proprio a quell’ora che le tracce di Maria Josè si dissolvono: chi l’ha uccisa? Il mistero, dopo1 3 anni, non è ancora stato risolto.

(Fonte Chi l’ha Visto)

 

 

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