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Mario Biondo: la Spagna ha accettato la rogatoria internazionale, i pm tornano a Madrid

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La morte di Mario Biondo non è un caso chiuso, la Spagna infatti ha accettato la rogatoria internazionale e i pm di Palermo torneranno a Madrid per interrogare di nuovo la moglie Raquel Sanchez Silva, e ascoltare le testimonianze degli amici e dei colleghi del cameraman.

mario biondoPer la procura di Palermo ci sono ancora molti lati oscuri sulla morte di Mario Biondo. Quello del cameraman non è un suicidio, anche se le autorità spagnole hanno archiviato in fretta il caso. Con la rogatoria e con il nuovo giro di interrogatori, è possibile avere qualche risposta in più per fare luce su questa morte assurda che non convince nessuno. Per la seconda volta verrà sottoposta a interrogatorio la moglie di Mario Biondo, la presentatrice Raquel Sanchez Silva, insieme ad amici e giornalisti che conoscevano la vittima. Qualcuno di loro potrebbe sapere cosa è successo a Mario Biondo. I familiari di Mario Biondo non si sono mai arresi ed è grazie alla loro tenacia che si è arrivati a questo punto di svolta. A dare la notizia è stata la criminologa Roberta Bruzzone sul suo profilo Facebook, l’esperta ha collaborato con la famiglia Biondo.

Il cadavere di Mario Biondo venne trovato dalla domestica il 30 maggio del 2013. Il cameraman si era ucciso strangolandosi con una sciarpa che aveva legato alla libreria. Le autorità spagnole nella loro relazione hanno scritto che Mario Biondo aveva le ginocchia piegate e si trovava in piedi. Perché Mario avrebbe dovuto uccidersi? Il lavoro andava bene, aveva fatto parte della troupe della versione spagnola del reality “L’isola dei famosi” e aveva nuovi progetti importanti. Proprio durante le riprese del reality aveva conosciuto la futura moglie, la presentatrice Raquel Sanchez Silva.

I pm di Palermo hanno fatto eseguire una nuova autopsia sul cadavere di Mario Biondo, e il medico legale ha definito “plausibile” l’ipotesi del suicidio. Le conclusioni della perizia di parte invece erano opposte: omicidio. Per questo motivo a luglio è stata chiesta una proroga di sei mesi per le indagini. Nei prossimi mesi sentiremo ancora parlare del caso di Mario Biondo, ma ricordiamo alcuni quesiti dalla risposta dubbia, come la vescica ancora piena. Con quali campioni è stato fatto l’esame che ha fatto emergere l’uso di sostanze stupefacenti? E non dimentichiamo la libreria, la cui struttura non può reggere il peso di un uomo che si suicida.

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