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Delitti ItalianiNewsMario De Nuzzo, ucciso 23anni fa da un vigile. Il Comune rivuole tutti i soldi del risarcimento

Mario De Nuzzo, ucciso 23anni fa da un vigile. Il Comune rivuole tutti i soldi del risarcimento

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Mario De NuzzoMario De Nuzzo è stato ucciso ad appena 16 anni con un colpo di pistola partito dall’arma di un vigile urbano residente a Oria, provincia di Brindisi, che lo aveva mortalmente ferito alla testa. Dopo 23 anni dall’omicidio il comune rivuole i soldi del risarcimento dati alla famiglia della vittima

Mario De Nuzzo è stato ammazzato nel 1991 da un vigile urbano in servizio. Quest’ultimo è stato giudicato colpevole di omicidio e condannato a 16 anni di reclusion ed inoltre, essendo un dipendente comunale, il Comune di Oria è stato chiamato a risarcire la famiglia De Nuzzo di ben 500,000 euro.

A distanza di tanti anni però, l’amministrazione comunale ha richiesto il rimborso alla famiglia della vittima con tanto di interessi e spese legali perchè il vigile avrebbe tolto la vita a Mario De Nuzzo per motivi personali.

“Mi appello al Comune di Oria affinché non chieda indietro il risarcimento per la morte di mio fratello. Rischio il pignoramento dei miei beni e di un quinto del mio stipendio – ha detto disperato Antonio De NuzzoQuei soldi, però, non li abbiamo più: sono stati utilizzati dai miei genitori per costruire la cappella di famiglia e per terminare la casa dove oggi vive mio padre. Parte del denaro, poi, è stata spesa per curare mia madre, ammalatasi, e poi morta, dopo la scomparsa di mio fratello.”

Poi continua: “Sono passati più di vent’anni e al dolore e alla sofferenza sembra non sia possibile mettere fine. Nel frattempo mi sono sposato e ho fatto due bambini. E per la mia famiglia vorrei la serenità che io non ho avuto. Adesso, però, rischio il pignoramento dei miei beni e di un quinto del mio stipendio”.

Antonio De Nuzzo ha scelto dunque di lanciare un appello al commissario prefettizio Pasqua Erminia Cicoria. Sarà il Comune che con una delibera potrà rinunciare a quella grossa somma di denaro per motivi umanitari e salvare una famiglia già lacerata dal dolore.

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