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Mario Nardella, ucciso per aver difeso l’attività di famiglia da una rapina

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Mario NardellaMario Nardella, 40enne di Vieste, è stato ucciso dopo aver reagito ad una rapina avvenuta nell’attività commerciale di famiglia. Quelle poche decine di euro sono state difese dall’uomo fino alla morte

A causare la morte di Mario Nardella è stato una profonda coltellata al petto che gli ha squarciato il polmone sinistro. L’uomo era intento a proteggere il registratore di cassa che dopo l’omicidio è stato trovato dagli inquirenti aperto e coperto di sangue.

Il negozio, “Nardella&Figli”, è un punto vendita di bibite che nei mesi precedenti aveva subito un altro tentativo di rapina. Questa volta ad organizzare il tutto è stato un giovane di 26 anni, Silvio Stramacchia, che intorno alle ore 19,00 è entrato nel negozio con il volto coperto e un grosso coltello da macellaio con una lama affilata e lunga 22 centimetri.

Mario Nardella in quel momento era solo in negozio, mai il ladro si sarebbe aspettato che la vittima potesse reagire alla sue minacce.

Dopo aver cercato di portare via il registratore di cassa, i due hanno iniziato una vera e propria colluttazione che si è trasformata in un omicidio. La lama del coltello del ladro è entrata per ben 5 centimetri nel polmone sinistro della vittima.

Mario Nardella dopo aver tentato con le sue ultime forze di inseguire Stramacchia si è accasciato al suolo a causa di uno choc emorragico ed è deceduto.

Dopo aver ucciso l’uomo, l’assassino è fuggito a piedi per le strade della città ma fortunatamente gli agenti della Polistrada di Foggia, impegnati per un controllo straordinario del territorio a Vieste, lo hanno immediatamente intercettato. Il 26enne durante la sua folle corse ha tentato di disfarsi del coltello insanguinato e del passamontagna che era stato ricavato da un berretto del padre che ben conosceva Mario Nardella. I due oggetti sono stati poi recuperati dai poliziotti.

Il 26enne una volta tornato a casa avrebbe cercato di cambiarsi gli abiti e di crearsi un alibi, gli agenti però lo avevano riconosciuto proprio perchè si era tolto il passamontagna mostrando il suo viso mentre si allontanava dal luogo del delitto.

Le indagini continueranno per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

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