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NewsMassacro del Circeo: riaperto il caso, riesumata la salma di Ghira, ne ha parlato “Chi l’ha visto?”

Massacro del Circeo: riaperto il caso, riesumata la salma di Ghira, ne ha parlato “Chi l’ha visto?”

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Il massacro del Circeo rappresenta una delle pagine più nere e orripilanti della storia della cronaca italiana; un massacro crudele, le cui vittime furono due giovani e brave ragazze cadute nelle mani di tre esponenti della “Roma-bene” dell’epoca, rivelatisi tre veri efferati aguzzini.

La vicenda risale al lontano 1975, vicenda dai contorni horror, ma tristemente reali; i tre protagonisti:  Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira, con i loro nomi hanno riempito le pagine della cronaca nera per mesi, negli anni ’70.   Il piano criminale e perverso venne messo in atto dal terzetto il 29 settembre 1975; quella data per due ragazze si trasformò nel peggiore degli incubi: Donatella Colasanti all’epoca 17enne, deceduta nel 2005 di cancro e Rosaria Lopez di 19 anni, che morì quel giorno nella villa degli orrori, furono violentate, torturate, picchiate, la Lopez venne annegata in una vasca da bagno, la Colasanti si finse morta e si salvò.

Le due ragazze, conosciute casualmente tramite amici comuni, furono invitate ad una festa da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira a Villa Moresca, una sontuosa residenza di proprietà della famiglia Ghira posta sul promontorio del Circeo, in zona “Punta Rossa”, nel comune di San Felice Circeo in via della Vasca Moresca, i tre ragazzi gentili ed educati si trasformarono in breve in tre belve assettate di sangue, per la Lopez e la Colasanti non vi fu scampo, restarono in balia dei tre criminali per un intero giorno e una notte.

Oggi se ne parla ancora, anche durante la trasmissione “Chi l’ha visto?”, dove sono intervenuti Letizia Lopez, sorella di Rosaria e Roberto,  fratello di Donatella Colasanti; oltre all’avvocato della famiglia Lopez e a Marina Baldi, l’esperta incaricata dai Lopez di verificare se i resti di Andrea Ghira sepolto in Spagna sotto il nome di Massimo Testa siano davvero di Ghira, se sia effettivamente lui in quella tomba, oppure un parente. Il decesso di Ghira non ha mai convinto la Colasanti, che non era l’unica a nutrire dubbi sulla sepoltura alquanto “anomala”,  troppi dettagli strani fecero pensare allo stratagemma di fingersi morto per restare libero.

Andrea Ghira classe 1953, nel 1975 dopo il massacro del Circeo, scomparì, fu poi condannato all’ergastolo in contumace; ma rimase latitante per sempre, anni dopo fu reso noto che Ghira era  sepolto a Melilla, in seguito al decesso avvenuto per overdose il 2 settembre 1994. Sarà davvero il corpo di Ghira?  E’ una domanda che richiede ancora una risposta certa,  che oggi gli inquirenti vogliono riuscire a dare ai congiunti di Rosaria e Donatella.

Il 14 novembre 2005 alla presenza di alcuni  investigatori italiani la salma venne riesumata per la prima volta, a seguito di dubbi insorti per varie segnalazioni che davano Ghira vivo, l’esame del DNA confermò l’identità di Ghira. Ma quell’esame per molti non era attendibile in quanto effettuato dalla Dott.ssa Carla Vecchiotti allieva e pupilla della Prof.ssa Matilde Angelini Rota medico legale dell’Istituto di Medicina Legale, e zia da parte di madre del latitante Andrea Ghira. Oggi l’esame verrà rifatto;  gli esiti sono attesissimi.

Una storia infinita e dolorosa che cerca disperatamente il suo epilogo nella pace di risposte finora mai trovate. Pace e giustizia per le famiglie di due giovani ragazze massacrate da un assassino forse ancora libero.

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