HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsMaurizio Antonelli: Per il disabile ucciso, spunta una testimone

Maurizio Antonelli: Per il disabile ucciso, spunta una testimone

di

Un pestaggio avvenuto nella notte del 2 novembre ha tolto la vita a Maurizio Antonelli, un geometra disabile senza colpe, che è deceduto in ospedale il 27 novembre. Riguardo al suo omicidio è spuntata una testimone che potrebbe dare una svolta definitiva al caso

Una testimone per l’omicidio di Maurizio Antonelli,  il 42enne disabile ucciso a Ladispoli, ha raccontato di aver visto tutta la scena del suo massacro: «Sono stati in due ad aggredire quell’uomo: lo hanno buttato a terra e poi si sono accaniti su di lui con calci e pugni. Non si fermavano più: quel signore sull’asfalto rantolava, cercava di proteggersi la faccia, ma quelli continuavano a picchiarlo. Poi uno di loro ha detto all’altro: “Fermati, fermati, lo hai ammazzato, non respira più!”. Hanno caricato quel poveretto su una Panda e sono scappati».

Maurizio AntonelliLa donna che ha visto la brutale scena, abita a via regina Elena, dove è avvenuto il pestaggio, e sentendo le urla si sarebbe affacciata alla finestra: «Richiamata delle urla mi sono affacciata alla finestra: quei due volevano soldi dall’uomo a terra e lo massacravano di botte. Uno, magro, portava una maglietta nera. L’altro, robusto, aveva una maglietta bianca proprio come l’uomo sull’asfalto. Uno di loro ha detto: “Ma che non respira più?”. Quando hanno visto che la vittima era svenuta, uno dei due è salito su una Panda vecchio tipo, ha fatto marcia indietro e con l’aiuto dell’altro ha caricato la vittima a bordo».

Il racconto della testimone continua: «Ero così spaventata che non sono riuscita a prendere la targa della macchina: non pensavo facessero così in fretta. In mezzo alla via a quell’ora non c’era nessuno. Poi ho chiamato i carabinieri che hanno mandato una pattuglia, ma quella Panda era già andata via quando sono arrivati».

Secondo il fratello di Maurizio Antonelli, l’uomo probabilmente conosceva i suoi aggressori: «Mio fratello – aveva detto – era stato lasciato davanti a casa con il volto tumefatto, lui non era un tipo da risse».

Maurizio Antonelli però non ha mai raccontato a nessuno della sua aggressione, tanto che aveva cercato di superare il dolore delle fratture con degli antidolorifici ma una necrosi purtroppo lo ha portato via.

Lascia un commento

Back to Top