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Maxwell Marion Morton, uccide compagno di classe e si fa un selfie con il cadavere

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Maxwell Marion MortonMaxwell Marion Morton, un ragazzo di soli 16 anni, ha ucciso con un colpo di pistola diretto alla testa un suo compagno di classe. Il 16enne si è poi scattato un selfie con il cadavere spedendo la foto a tutti i suoi amici su Snapchat

Maxwell Marion Morton, un 16enne residente a Jeannette, in Pennsylvania, è stato accusato di omicidio volontario di primo grado e possesso illegale di armi. Il ragazzo ha ucciso senza alcun motivo un suo compagno di classe, Ryan Mangan, suo coetaneo.

Il giovane assassino è stato portato nella prigione della Contea in attesa dell’udienza preliminare che è stata fissata per il 19 febbraio. Il giudice distrettuale ha inoltre rifiutato la possibilità di scarcerare il 16enne su cauzione.

Il corpo della vittima è stato ritrovato dalla madre che ha immediatamente contattato la polizia dopo aver fatto la macabra scoperta. La donna ha raccontato di aver trovato il figlio poggiato su una sedia e con una ferita d’arma da fuoco alla testa.

In un primo momento gli esperti hanno ipotizzato ad un suicidio dato che Ryan Mangan era pratico di armi da fuoco. Sulla scena del delitto però è stato trovato il bossolo di una 9 millimetri ma nessuna traccia dell’arma.

La svolta delle indagini è arrivata poche ore dopo l’omicidio quando una donna ha chiamato la polizia riferendo che il figlio aveva ricevuto tramite l’applicazione di Snapchat una fotografia, intitolata “Maxwell”, che ritraeva Maxwell Marion Morton con il cadavere del giovane Mangan che era nella stessa posizione in cui è stato ritrovato dalla madre.

Il 16enne è stato subito identificato dagli agenti che hanno successivamente ispezionato la sua casa ritrovando una pistola da 9 millimetri nascosta sotto i gradini della cantina.

Maxwell Marion Morton a quel punto non ha potuto far altro che confessare di aver ucciso Ryan Mangan.

Il procuratore distrettuale ha ammesso di non aver mai visto una cosa del genere in 30 anni di carriera ma è stato grazie a quella fotografia che gli investigatori sono riusciti ad arrivare dritti al colpevole.

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