HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiDossierCaso Melissa Bassi: sono passati 3 anni dalla strage della Morvillo Falcone
strage morvillo falcone

Caso Melissa Bassi: sono passati 3 anni dalla strage della Morvillo Falcone

di

Il 19 maggio di 3 anni fa, esplosero 3 bombe artigianali davanti al cancello di ingresso della scuola superiore Morvillo Falcone di Brindisi. La giovane studentessa mesagnese Melissa Bassi è l’unica vittima della strage, altre 10 persone restarono ferite di cui 5 in maniera grave. Questa mattina splendeva il sole sulla città di Brindisi e l’aria era calda e afosa come quel sabato mattina, ma nessuno ha ancora dimenticato quanto è accaduto.

strage morvillo falconeFacile cadere nel cliché attentato-terrorismo, oppure attentato-mafia. Quella mattina del 19 maggio di 3 anni fa ci siamo cascati un po’ tutti, soprattutto in una terra come quella di Brindisi segnata dal contrabbando e dalla sacra corona unita. Il movente? La follia umana. Il male più assoluto. Ripercorriamo insieme le tappe più importanti della strage e del processo a carico di Giovanni Vantaggiato ritenuto l’artefice.

Erano le 7.45 circa, a quell’ora giungono molti autobus dai paesi vicini con a bordo gli studenti, tra questo anche quello proveniente da Mesagne. Melissa Bassi e le sue amiche erano appena scese e si stavano dirigendo verso l’ingresso dell’istituto professionale per i servici sociali dedicato a “Francesca Laura Morvillo Falcone”. Le loro risate sono state interrotte dall’esplosione di tre bombe realizzate con nitrato di sodio, carbone e zolfo, posizionate all’interno di un contenitore della raccolta differenziata e azionate con un telecomando.

Il passaggio della carovana antimafia promossa da Libera prevista per il giorno successivo, il nome della scuola e l’anniversario della strage di Capaci, una ventina di arresti qualche settimana prima: le coincidenze erano davvero tante. Eppure c’era qualcosa che non tornava perché la criminalità organizzata non tocca i bambini, tanto meno si accanisce in questo modo sulle ragazzine. In tutta Italia si tengono decine e decine di manifestazioni spontanee per dire “no” alla mafia, ma il procuratore, ad un giorno dall’attentato dichiara che esiste un video in cui si vede l’attentatore.

La sera del 6 giugno viene fermato Giovanni Vantaggiato, un commerciante di carburanti agricoli di Copertino. Nel primo interrogatorio il 71enne si dichiara estraneo ai fatti, in seguito cambia la sua versione. L’uomo ha agito senza alcuna ragione, e agli inquirenti ha raccontato come ha costruito le bombe artigianali.

A gennaio del 2013 inizia il processo ma per Giovanni Vantaggiato pende anche l’accusa di tentato omicidio di Cosimo Parato, suo ex socio in affari. I capi d’accusa sono quattro in totale, quello più pesante è la strage con finalità terroristica aggravata dal fatto di aver colpito dei minorenni. La deposizione dell’uomo è incerta e la moglie, chiamata a testimoniare, decide di avvarlersi della facoltà di non rispondere. Per i Giudici il movente è la rabbia contro la giustizia inefficiente, e il luogo della strage in cui ha perso la vita la giovane Melissa Bassi è separato dal tribunale da una striscia d’asfalto.

Sei mesi dopo Vantaggiato viene condannato all’ergastolo e la condanna viene confermata anche in appello. Dallo scorso novembre è divenuta definitiva e l’uomo deve risarcire anche i genitori di Melissa Bassi, le altre ragazze rimaste ferite, nonché il comune e la provincia di Brindisi e il Ministero della Pubblica Istruzione.

Il ricordo è sempre vivo e questa mattina su un quotidiano locale sono apparse le foto della stanzetta di Melissa Bassi dove sembra che il tempo si sia fermato a quella mattina di 3 anni fa. Il pigiama è ancora sotto il cuscino, il computer sulla scrivania con i cavi attaccati alla corrente, anche il gatto Punto attende il ritorno da scuola della sua padroncina e non si è ancora rassegnato, proprio come i genitori.

Lascia un commento

Back to Top