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Delitti ItalianiMilano, uomo rom ucciso a sprangate

Milano, uomo rom ucciso a sprangate

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Una maxi rissa tra famiglie rom scoppiata per un incontro casuale nell’ospedale San Raffaele di Milano, è finita dei peggiori dei modi. Un uomo del clan avversario è morto, un altro è ferito e molti sono stati gli uomini arrestati

In un primo momento lo scontro è stato solo verbale, ma dopo un pò sono arrivati nel parcheggio dell’ospedale San Raffaele di Milano dove è avvenuto l’incontro, i parenti delle famiglie Deragna e Braidich, che armati di spranghe di ferro prese dai marciapiedi, hanno iniziato la selvaggia rissa a cui hanno partecipato una ventina di persone.

Dopo qualche minuto, le urla delle donne hanno richiamato l’attenzione di due poliziotti in borghese, che hanno subito chiamato i rinforzi.

I poliziotti riescono ad arrestare alcuni componenti dei due clan di Milano, il 28enne Niko e il 29 enne Mirko dei Braidich, e tre fratelli del clan rivale, il 18enne Kevin, il 22enne Sean e il 27enne Valentino DeRagna.

Sarebbe stato proprio Kevin a dare il colpo mortale al 49enne Luca Braidich, tanto che è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, mentre l’altro capo clan, Marco Deragna è stato solamente ferito con dei graffi in testa.

milanoI due clan sono da sempre in lotta per la supremazia dei capi nomadi di Milano, in particolar modo per quello di via Idro e quello di via Chiesa Rossa.

Una tragedia che secondo molti era già annunciata, proprio come viene scritto in una lettera destinata al sindaco Giuliano Pisapia: “Questa tragedia era annunciata, lo sapevamo noi, lo sapevano tutti, le associazioni di zona che pure sono intervenute più volte, gli enti gestori, gli amministratori. Adesso, dopo la tragedia, la comunità di via Idro non esiste più e anche le speranze di un intervento che ne salvi i resti sono molto deboli. Questo non è un atto d’accusa, anche noi ci sentiamo responsabili per non essere stati più convincenti nei confronti dell’amministrazione, ma è una richiesta di intervento urgente perché le situazioni precarie sono tante e, mentre auguriamo che in questo caso dietro l’abbandono non ci siano interessi per diverse destinazioni per quell’area, come pure si sente dire, ripetiamo l’appello per le altre situazioni nei campi regolari che da troppo tempo non vengono risolte: parliamo per esempio dei campi di via Martirano e di via Novara, per i quali gli interventi tuttora incompiuti risalgono alla precedente amministrazione. Anche in questi campi la tensione è alta per le soluzioni continuamente procrastinate e per condizioni di vita che precipitano sempre più in basso”.

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