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Delitti ItalianiNewsMohamed Habassi massacrato perché non voleva lasciare l’appartamento: la confessione degli arrestati

Mohamed Habassi massacrato perché non voleva lasciare l’appartamento: la confessione degli arrestati

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Mohamed Habassi è stato vittima di una spedizione punitiva organizzata da due parmigiani che hanno coinvolto 4 romeni. Il tunisino si era appropriato dell’appartamento dell’ex compagna deceduta senza avere alcun titolo. Gli sviluppi della vicenda.

omicidio_carabinieriNella notte tra lunedì e martedì, Mohamed Habassi è stato ucciso brutalmente. I carabinieri sono riusciti a chiudere in pochi giorni il cerchio e a fermare i responsabili. Le persone coinvolte, sono finite in carcere con varie accuse, da concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, a crudeltà. In manette sono finiti due uomini italiani, Luca Del Vasto e Alessio Alberici, e quattro operai romeni. Quando hanno agito avevano il volto coperto, ma nel fuggi fuggi generale, i carabinieri hanno fermato Alberici. Non riuscendo a spiegare il motivo per cui si trovava lì, è stato condotto in caserma. Intanto sono iniziate le prime verifiche sull’appartamento dove c’era la vittima, Mohamed Habassi. L’intestatario dell’appartamento era Luca Del Vasto. Dopo molte ore, ha reso una piena confessione dei fatti.

Le tensioni tra Del Vasto e Mohamed Habassi sono iniziate ad agosto dello scorso anno, dopo la morte di Giovanna Tranchida, l’ex compagna del tunisino che aveva un regolare contratto di affitto per l’appartamento. Mohamed Habassi però lo aveva occupato abusivamente dopo il decesso della donna senza pagare l’affitto e le spese condominiali. La padrona aveva provato a sporgere denuncia, ma Mohamed Habassi era strafottente e faceva promesse che non manteneva. Così Luca Del Vasto ha pensato di punirlo coinvolgendo il suo amico e altri avventori per intimorire il tunisino.

Nella giornata di ieri, sono stati ascoltati nuovamente i due parmensi e i romeni. È probabile che il sostituto procuratore possa procedere con il rito immediato, bypassando l’udienza preliminare. Gli arrestati hanno reso piena confessione e il quadro probatorio è completo.

Fonte: Repubblica

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