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Moira Giacomelli, parla il suocero killer: ecco cosa ha raccontato

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Moira GiacomelliA parlare questa volta è Enrico Ferrari, il 70enne che venerdì sera ha ucciso a coltellate la nuora, Moira Giacomelli, madre dei suoi nipotini. Ecco cosa ha raccontato l’uomo durante l’udienza di convalida del suo arresto

Enrico Ferrari ha raccontato cosa è successo quel maledetto venerdì sera. Secondo quanto dichiarato dall’uomo, l’incontro con Moira Giacomelli sarebbe avvenuto per caso e sempre per pura coincidenza si sarebbe consumato l’atroce delitto: “L’ho incontrata per caso. Io stavo uscendo dall’appartamento, dove ancora vive mia moglie Bruna, e dove mi ero recato per fare alcuni lavoretti, e lei scendeva dalle scale dell’alloggio situato al piano di sopra, dove abitava con mio figlio Simone che poi è morto, stroncato da un infarto. Siamo entrati nella casa di mia moglie per parlare e, a un certo punto, la discussione si è accesa, è degenerata, le ho chiesto perchè i bimbi non frenquentassero più la scuola da qualche tempo e ho ricevuto risposte strafottenti”.

Enrico preso dall’ira, dice di non ricordare quante coltellate ha inflitto sul corpo della nuora: “Dentro la cucina dove ci trovavamo ho afferrato un coltello e ho iniziato a colpirla. Mi chiede quante volte? Non lo so, non sono in grado di dirlo…”.

L’uomo, come si legge su Ilgiorno.it, non è però riuscito a rispondere a tutte le domande del giudice perchè forse “non ce la faceva, provato da quanto accaduto, resosi conto col trascorrere delle ore di quanto di grave aveva commesso”.

ll gip Camnasio ha comunque ordinato che l’assassino resti in cella: “E’ apparso molto affaticato, sembrava non stesse proprio del tutto bene. Al momento resta in cella anche per il rischio di inquinamento probatorio. I carabinieri devono completare l’attività investigativa. Si deve fare piena luce anche sulle supposte telefonate che ci sarebbero state fra vittima e suocero. Fra i due i rapporti non sarebbero stati così tesi, come invece risulterebbero esserlo stati fra la donna e la suocera. Dopo l’omicidio, che dice di avere commesso attorno alle 20.30, si è presentato nella caserma carabinieri di Tirano alle 21, tutto imbrattato di sangue, forse accompagnato in auto da una vicina di casa alla quale ha anticipato la confessione, motivando l’uccisione con il fatto che la nuora gli negasse la possibilità di vedere i nipotini. O, comunque, di vederli con maggiore frequenza. Lui e la moglie desideravano vederli con più assiduità, ma il loro desiderio di nonni era sempre respinto”.

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