HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Omicidi in FamigliaMoira Giacomelli, uccisa dal suocero: “Tra di loro forti tensioni, era esausta”

Moira Giacomelli, uccisa dal suocero: “Tra di loro forti tensioni, era esausta”

di

Moira GiacomelliHa ucciso la nuora, Moira Giacomelli, perchè, secondo quanto confessato dall’assassino, non gli faceva vedere i suoi nipotini. E’ così che si è consumata nei giorni scorsi una tragedia che ha colpito Villa di Tirano

Pochi mesi fa hanno perso il papà per un arresto cardiaco ed ora anche la mamma, rimasta uccisa dal loro nonno. Il dramma per i figli della vittima, Moira Giacomelli di 43 anni, durerà in eterno perchè saranno costretti a crescere senza genitori e con la consapevolezza di avere avuto un nonno che gli ha portato via per sempre la loro mamma.

La gente di Villa di Tirano è scossa per quanto accaduto, nessuno avrebbe mai immaginato che Moira Giacomelli potesse essere uccisa dal suocero, Enrico Simone Ferrari: “Siamo molto scossi: vicende del genere sono lontane dalla nostra realtà. È un paese tranquillo, casi del genere sono estremamente rari, forse l’ultimo che ricordi è avvenuto quarant’anni fa. Con il nostro pastore, don Remigio, abbiamo pregato per Moira e i suoi cari: ci resta ben poco altro da fare, purtroppo”.

I figli di Moira Giacomelli sono stati affidati alla nonna materna, che dovrà dargli tanta forza ed amore per farli crescere come tutti gli altri bambini. Intanto l’attenzione di molti continua a concentrarsi sui dissapori tra la donna e il suoceri: “Che la situazione fosse difficile si sapeva, specie da quando Moira aveva cominciato a chiedere in giro sulla disponibilità di un appartamento in fitto – ha raccontato un conoscente – Era decisa a lasciare la casa in quella stessa palazzina dove al primo piano viveva la suocera, Bruna Pedrotti, con cui c’erano seri problemi. Non pensavo, invece, a tensioni così forti anche con il suocero”.

“Questioni economiche e familiari: la ragazza era esausta e voleva allontanarsi al più presto, anche per il bene dei figli”, riporta invece un altro conoscente.

A parlare dell’assassino è stato invece un suo compagno: “Enrico non viveva più con la moglie, con cui era separato da qualche tempo. Si era trasferito in via Val Maggiore, ma manteneva frequenti contatti con Bruna e spesso era a casa sua, anche per tentare una vicinanza con i nipotini. Dalla morte del figlio Simone non si è più ripreso, anche perché ingiustamente se ne colpevolizzava: il ragazzo era cardiopatico e il papà si rimproverava il fatto che quel tragico giorno gli avesse lasciato spaccare la legna al suo posto”.

Fonte: Ilgiorno.it

Lascia un commento

Back to Top