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FemminicidioMonica Da Boit: il compagno che l’ha uccisa a botte è già libero

Monica Da Boit: il compagno che l’ha uccisa a botte è già libero

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Monica Da Boit era una ragazza con uno splendido sorriso che si è spento per sempre nel 2005. Il compagno Giampaolo Ragazzini l’ha massacrata di botte, lo faceva spesso e lei nascondeva i segni. Condannato per omicidio preterintenzionale oggi è libero grazie all’indulto.

monica da boitIl 14 ottobre del 2005 Monica Da Boit venne uccisa dal suo compagno Giampaolo Ragazzini che all’epoca aveva 36 anni. L’uomo condannato per omicidio preterintenzionale a 12 anni di carcere, ridotti a 9 anni, ora è tornato in libertà grazie all’indulto. La madre della donna non riesce a darsi pace e Giallo ha voluto raccontare la sua storia. Da tempo infatti il settimanale di cronaca porta avanti una campagna di raccolta firme per l’introduzione del reato di femminicidio.

Monica Da Boit viveva con Giampaolo in una bella casa a Mazzi di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona. Dopo aver massacrato di botte la compagna ha chiamato i soccorsi dicendo che forse aveva avuto un malore e che l’aveva trovata priva di vita sul pavimento. L’autopsia però ha fatto emergere un’altra verità, Monica Da Boit era morta per le percosse inferte da Ragazzini che non aveva avuto alcuna pietà. In passato Monica lo aveva denunciato, ma era stato inutile perché mancavano i riscontri, c’erano solo i referti del pronto soccorso a cui la donna si era rivolta. Monica era costretta a nascondere i lividi per non mettere in agitazione sua madre. Paola Caio, si sente in colpa per non essersi accorta dell’inferno in cui era costretta a vivere Monica, se avesse colto qualche segnale avrebbe potuto fare qualcosa per salvarla.

La signora Caio ricorda solo qualche particolare tipo le cene che rimandava spesso perché aveva mal di testa o non si sentiva bene, e ancora quelle maglie a maniche lunghe che servivano per non far vedere a nessuno quello che le faceva Giampaolo, il compagno che diceva di amarla. In qualche circostanza Monica Da Boit aveva confidato alle sue amiche le violenze che subiva, ma Ragazzini le aveva minacciate. Durante il processo ha cercato di difendersi dicendo che si è trattato di un raptus. Giampaolo però era sempre stato un uomo violento, non mancano gli episodi di violenza segnalati dalla sua famiglia d’origine. Ora che è tornato in libertà, la madre di Monica Da Boit teme di incontrarlo, anche se in cuor suo l’ha perdonato grazie alla fede, perché il dolore per la morte di una figlia e la rabbia sono due realtà molto pesanti.

Dall’inizio dell’anno sono 70 i casi di femminicidio accertati, che salgono a 1251 se prendiamo in considerazione l’ultimo decennio. C’è un numero riservato alle vittime che è il 1522 e non mancano gli appelli delle donne del mondo dello spettacolo. Giallo ha riportato le parole di Lella Costa: «Non credetegli quando piange e chiede perdono».

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