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Misteri ItalianiMorte di Marco Pantani, distrutti i reperti istologici
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Morte di Marco Pantani, distrutti i reperti istologici

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La scorsa primavera molti dei reperti usati nella prima autopsia sono stati distrutti, come prevede la legge. Ma non si poteva aspettare visto che stava per essere presentato il ricorso della famiglia?

 

marco pantaniC’è un altro colpo di scena clamoroso nella nuova inchiesta sulla morte di Marco Pantani. Perché la Procura di Rimini ha dovuto ammettere che non sarà più possibile effettuare altri esami sui reperti istologici prelevati al campione di ciclismo e utilizzati all’epoca per l’autopsia, perché sono stati distrutti, compreso il suo cuore.

Avrebbero dovuto essere esaminati dal professor Tagliaro, il perito incaricato dal procuratore capo Paolo Giovagnoli della perizia essenziale per riaprire le indagini e invece ora si è scoperto che tutto è già stato ‘smaltito’ come fosse un rifiuto organico qualsiasi. Come recita la nota della Procura trasmessa all’Ansa “la distruzione dei reperti anatomici è cosa prevista dal codice di procedura penale quando il processo è terminato. Così come in questo caso che si è arrivati dopo 10 anni ad una sentenza di Cassazione”.

Quindi tutti in regola, anche se le tempistiche sono sospette. Perché l’ultimo processo in Cassazione al presunto spacciatore Fabio Carlino è stato nel 2011 ma da allora sino alla scorsa primavera tutti i reperti erano rimasti a disposizione. Poi però la scorsa primavera sono stati distrutti nonostante la richiesta avanzata dalla famiglia di Pantani tramite l’avvocato De Rensis sia del settembre 2013. E’ vero che l’esposto è arrivato solo nel luglio scorso, ma se ne parlava da mesi e e quindi qualcuno avrebbe potuto anche dare l’ordine di aspettare.

Ora il Tagliato dovrà aggiustarsi lavorando sul materiale che comunque è stato repertato, anche se è facile immaginare una riesumazione del cadavere alla quale di certo la famiglia non si opporrebbe. Certamente però il percorso investigativo non si annuncia facile.

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