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Cold CaseDelitti ItalianiIl mostro di Udine, il cold case friulano che potrebbe non giungere mai ad una soluzione

Il mostro di Udine, il cold case friulano che potrebbe non giungere mai ad una soluzione

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Il mostro di Udine ha gettato il panico nel friulano tra il 1971 e il 1989. Sono ben 10 i cold case che potrebbero avere la sua firma ma a distanza di molti anni la verità sembra essere ancora molto lontana.

mostro di udineL’ultima vittima del mostro di Udine è Marina Lepre. La donna venne ritrovata priva di vita il 26 febbraio del 1989 nella periferia nord del capoluogo friulano, sulle rive del Torre. La donna aveva 40 anni, faceva l’insegnante, aveva una figlia ma era separata. A causare la sua morte è stata una profonda ferita alla gola, inferta almeno 10 ore prima del ritrovamento da parte di un uomo che stava facendo jogging. Le attività di indagine furono ostacolate dalla fuga di notizie, poco prima di essere uccisa pare che la donna si era fatta medicare per una ferita al mento. Non avendo con sé i documenti il riconoscimento non fu immediato. Ben presto però il caso scomparve dalle cronache.

Marina Lepre non era l’unica vittima di sesso femminile, tra il 1971 e il 1989 altre dieci donne furono uccise in circostanze simili e non del tutto chiare. Per i carabinieri non c’erano dubbi, la mano che le aveva colpite era la stessa, tanto che si iniziò a parlare del mostro di Udine. A cinque delle 10 vittime venne squarciato il ventre con una lama affilata, forse quella di un bisturi. Il primo dei cold case attribuito al mostro di Udine è quello di Irene Belletti, uccisa con 7 coltellate il 21 settembre del 1971; il 6 novembre del 1972 è il turno di Elsa Moruzzi di 52 anni ritrovata nel suo appartamento con il cranio sfondato; il 23 settembre del 1976 Maria Luisa Bernardo viene trucidata con 17 coltellate in un campo di grano; il 3 ottobre del 1979 Jaqueline Brechbuler di origini francesi e sposata con un uomo italiano viene assassinata dieci coltellate. La scia di sangue non si ferma e continua il 19 febbraio del 1980 quando nella periferia di Pradamano venne ritrovato il corpo della 19enne Maria Carla Bellone; Wilma Ghin di 18 anni è un’altra vittima, scomparsa dopo una serata in un locale; il 24 gennaio 1983 il mostro di Udine uccise Luana Gianporcaro di 22 anni; il 1984 è un anno importante perché sono due i delitti quello di Maria Bucovaz di 44 anni strangolata con una calza di nylon, e Stojanka Joksimovic. Aurelia Januschewitz di 42 anni è stata uccisa 4 anni prima di Marina Lepre, ma le vittime del mostro di Udine potrebbero essere molte di più, almeno 16.

La svolta nel caso del mostro di Udine arriva nel 1996 ma questa pista sembra molto vicina a persone definite “insospettabili” come un medico che è stato scagionato. Venne seguita anche la pista che portava ad un uomo che aveva ucciso e seppellito la sua convivente, ma senza alcun risultato. L’inchiesta sulla morte di Marina Lepre che seguiva a doppio filo quella del mostro di Udine si ferma per riprendere nel 2012 grazie ad un video di “Chi l’ha visto?” che ha trattato il caso di Marina Lepre. I carabinieri lo hanno acquisito insieme ad uno scialle che la figlia aveva conservato. A febbraio del 2012 i Ris hanno analizzato il reperto alla ricerca del DNA dell’assassino, addirittura vengono fuori due testimoni uno dei quali dice che Marina potrebbe essere stata uccisa da una persona che conosceva molto bene, ma il mistero non è mai stato risolto.

Fonte: GQ-Italia

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