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Misteri ItalianiNapoli, 29 anni fa moriva Giancarlo Siani ucciso dalla camorra
Giancarlo Siani

Napoli, 29 anni fa moriva Giancarlo Siani ucciso dalla camorra

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Il giovane cronista de ‘Il Mattino’ venne freddato dalla camorra su ordine del boss Nuvoletta che non voleva passare per traditore. Oggi avrebbe compiuto 55 anni

 Giancarlo SianiSono passati 29 anni dal suo assassinio, ma il ricordo di Giancarlo Siani a Napoli è ancora molto vivo. Il giovane cronista de ‘Il Mattino, che oggi avrebbe compiuto 55 anni, venne assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985 al Vomero vicino a casa su e questi giorni, negli anni successivi, sono diventati occasione per commemorarlo oltre che per ribadire la lotta al crimine.

Aveva iniziato come corrispondente da Torre Annunziata, facendosi notare sin da subito al volante della sua Méhari verde (la stessa utilizzata nel film che lo ricorda, ‘Fortàpasc’). E presto riuscì a scoperchiare gli strani intrecci tra camorra e politica che da quelle parti erano diventati cosa unica. Nel giugno del 1985 svelò dalle colonne del suo quotidiano i particolari dell’arresto del boss Valentino Gionta, all’epoca alleato di Totò Riina.

Un arresto che venne favorito da una soffiata arrivata ai carabinieri da un affiliato dal Clan Nuvoletta che voleva eliminarlo dal giro senza farlo fuori, per creare la nuova alleanza con il Clan dei Casalesi. Siani riuscì ad essere informato dei retroscena ed ebbe il coraggio, oltre che la competenza, di raccontarli. Ma questo disturbò il boss Nuvoletta che con il permesso di Riina in prima persona organizzò il suo omicidio, perché personaggio scomodo: l’aveva fatto passare per un traditore e quest’onta doveva essere lavata con il sangue.

Così quatto giorni dopo il suo 26esimo compleanno tre killer (Armando Del Core, Ciro Cappuccio e Ferdinando Cataldo) lo freddarono a pochi passi da casa e solo anni dopo si giunse a scoprire tutti i retroscena oltre che alla condanna di esecutori e mandanti, anche se non tutti i misteri legati alla sua scomparsa sono stati chiariti. Ma intanto gli amici, della redazione e della vita, oltre che il fratello Paolo e l’Associazione degli studenti anti-camorra anche oggi come avviene da tre anni si sono ritrovati in via Chiatamone, davanti alla sede de ‘Il Mattino’ per ricordarlo e festeggiarlo.

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