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NewsNeonata nata a Treviglio dopo tre giorni trovata con le braccia rotte

Neonata nata a Treviglio dopo tre giorni trovata con le braccia rotte

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La segnalazione parte da Federconsumatori e nonostante gli esposti e le denuncie nessuno ha ancora saputo dare una risposta

ospedale-treviglioLa vicenda risale al dicembre scorso, un parto normale, la felicità di una coppia per la nascita della loro bambina, tutto sembra perfetto.
Dopo tre giorni inizia invece un incubo. La bambina viene trovata con tutti gli arti superiori fratturati nella culla dell’ospedale. I genitori allarmati dalla situazione chiedono spiegazioni, cercano di capire cosa sia potuto succede. Ma dall’ospedale nessuno vuole rispondere a quelle imbarazzanti domande. La famiglia decide di rivolgersi a Federconsumatori per capire e farsi aiutare a gestire la situazione.

L’associazione prende a cuore la storia e contatta anch’essa l’ospedale e poi l’Asl fino ad arrivare anche all’assessore per la Salute Mario Mantovani.
Tutto inutile, nessuno vuole rispondere, la situazione diventa talmente imbarazzante che il presidente di Federconsumatori oggi ha deciso di rendere pubblica la storia.
E’ il 10 dicembre del 2013 quando viene alla luce all’ospedale di Treviglio una bella bambina, è sana. Dopo le prime cure nel reparto di Ostetricia del nosocomio viene trasportata al nido. Ed è qui che dopo tre giorni viene trovata con le braccine fratturate.

Viene trasferita a Brescia per le cure del caso e nel frattempo si cercano di avviare tutte le pratiche per capire cosa sia andato storto. In una nota diffusa dal presidente della Federconsumatori Umberto Dolci si può comprende meglio la cautela con cui i genitori hanno gestito questa situazione “della guarigione della bambina, successivamente trasferita a Brescia, dopo avere attivato le necessarie procedure legali, consapevoli della delicatezza del caso e preoccupati delle possibili ricadute negative che la pubblicizzazione di tale evento avrebbe potuto innescare, soltanto il 10 aprile, a fronte di nessuna scusa e giustificazione presentata ai genitori, abbiamo segnalato l’accaduto all’Asl provinciale”.
Effettivamente la direzione dell’Asl ha organizzato un incontro per chiarire la situazione ma dallo stesso non sono emerse risposte.
Non si comprende ancora perchè sia accaduta una cosa tanto grave e di chi sia la colpa.

Ancora il 17 aprile, la vicenda è finita sul tavolo dell’assessore alla salute della lombardia, e dopo 3 mesi si è ancora in  attesa di una risposta.
Questo è il motivo per il quale la Federconsumatori ha deciso di diffondere la vicenda, nella speranza che qualcosa si muova e che si possa fare chiarezza.

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