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Delitti ItalianiNeonata uccisa a Palermo, trovata la mamma assassina

Neonata uccisa a Palermo, trovata la mamma assassina

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E’ una 30enne, già madre di tre figli, che aveva nascosto a tutti una gravidanza probabilmente indesiderata. Ma lei sostiene che la bimba già non respirasse dopo la nascita

neonataE’ una 30enne, Valentina Pilato, madre già di tre figli la donna ora indagata per infanticidio e piantonata dai carabinieri per la morte della neonata rinvenuta ieri mattina in un cassonetto dei rifiuti a Palermo.

Nel pomeriggio si è presentata al Pronto Soccorso dell’ospedale Cervello per un’emorragia e subito i medici hanno ricollegato il fatto a quanto era avvenuto solo qualche ora prima. Interrogata dal sostituto procuratore Di Matteo, tra le lacrime, la donna ha ammesso di non essersi resa conto di essere incinta sino a che non è entrata nel nono mese, di essere depressa e di non aver voluto portare a termine la gravidanza.

Ma ha anche chiesto dove fossero i suoi figli, prima di confessare quei terribili momenti: “Ho fatto tutto da sola e l’ho messa nel cassonetto perché credevo che non respirasse più, poi mi sono pentita e volevo tornare indietro, ma ormai era troppo tardi”. Perché l’abbia fatto però al momento non è chiaro. Forse la bimba era frutto di un rapporto clandestino, forse non se la sentiva di allevare un quarto figlio, lo stabiliranno le indagini. Intanto però è rientrato a Palermo da Udine, dove presta servizio nell’Esercito, il marito.

Sono molte le domande senza una risposta: perché Valentina non ha chiamato i soccorsi e ha chiuso la sua neonata in un borsone, senza nemmeno avvolgerla in una coperta? E soprattutto, ha fatto tutto da sola, come ha ammesso lei stessa, in casa lontano da occhi indiscreti? In ogni caso le telecamere della via dove ha gettato il corpicino avevano ripreso tutto e quindi si poteva risalire a lei. Ma l’emorragia accusata nel tardo pomeriggio l’ha inchiodata, anche perché ha dovuto confessare tutto ai medici. Ha continuato a dire che il cuore della bambina già non batteva, ma lo stabilirà un’autopsia.

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