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Bibi Gulshan

News sul caso Bibi Gulshan

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Caso Bibi Gulshan, tensione al processo

Sono stati condannati a un anno e due mesi il marito e padre padrone, e ben due anni e quattro mesi per suo fratello.

Queste sono le condanne inflitte nella giornata odierna, dopo una lunghissima udienza molto tesa, non appena si è concluso il processo per il caso Bibi Gulshan, la donna pakistana diventata un simbolo dopo la sua ribellione contro il marito, che voleva costringere la figlia più grande, nata e cresciuta a Ventimiglia, a sposare un uomo mai visto, secondo le usanze del paese di origine.Bibi Gulshan

Le condanne, più pesanti rispetto a quelle richieste dalla stessa pubblica accusa, sono state emessa nei confronti dell’ex marito Parvez Akatar e del fratello Shabraiz, accusati di lesioni e violenze per una serie di maltrattamenti e sevizie fisiche e psicologiche nei confronti della donna pachistana e delle tre figlie.

Il giudice aveva deciso di sospendere l’udienza per alcune presunte minacce che erano state rivolte dal marito di Bibi nei confronti dei testimoni che stavano discutendo, in particolar modo la moglie dell’uomo e mare della ragazza e la sorellina più piccola.

Dopo l’intervento della polizia giudiziaria in aula, il pm aveva deciso di concludere la sua requisitoria chiedendo la condanna a un anno per Akatar e un anno e otto mesi per il fratello Shabraiz.

Ma il giudice è andato oltre ed è pronto a decidere delle pene più severe.

L’evento riporta alla luce la religione di alcuni Paesi e le loro culture.

Un evento che purtroppo si ripete nel nostro Paese e per cui la donna ha pagato con lesioni e violenze e una serie di sevizie fisiche e psicologiche anche nei confronti delle sue tre figlie.

Un brutto gesto e un brutto evento che  definisce una sostanziale differenza tra cultura, religione di popoli molto diversi tra di loro.

Rimaniamo in attesa di novità in merito.

 

 

 

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