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Nicholas Green, morto per un errore: dopo 3 giorni di agonia i genitori donarono i suoi organi, salvando sette vite

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Era il 29 settembre del 1994, una famiglia americana aveva deciso di trascorrere le vacanze in Italia, nella splendida Sicilia. Nicholas Green, aveva solo 7 anni, e sicuramente era rapito dalla bellezza e dai colori sul paesaggio. La sua sfortuna era di trovarsi a bordo di un’auto bianca, targata Roma, la stessa che aspettavano due rapinatori, carica di gioielli.

nicholas-greenLa famiglia di Nicholas Green era diretta in Sicilia, per le vacanze. Avevano preso un’automobile a noleggio, una Y10 bianca. Il viaggio da San Francisco era stato lungo e faticoso, ma presto avrebbero avuto il modo di riposarsi. L’auto percorreva la A3, nei pressi di Vibo Valentia, un’altra auto giunta alla velocità di 150 chilometri all’ora, sparò quattro colpi di pistola di “avvertimento”. Uno di questi si conficcò nella testa di Nicholas Green. I due assassini, Francesco Mesiano e Michele Jannello, avevano ricevuto una soffiata per una rapina, una di quelle grosse. Qualcuno gli aveva riferito che sulla A3 era in transito un’auto bianca guidata da un gioielliere che aveva un carico di gioielli, per diverse centinaia di milioni di lire. Iannello aveva molti precedenti, mentre Mesiano era un fornaio con la “passione” per i furti che gli consentivano facili guadagni. Erano una coppia ben assortita, e le loro vittime erano benzinai, camionisti e ignari automobilisti.

La notte del 29 settembre 1994, all’uscita di Serre, presero di mira l’auto dove viaggiava la famiglia americana. Nicholas Green stava dormendo. I medici tentarono di salvarlo, ma dopo 3 giorni di luna agonia, il 1° ottobre 1994, il piccolo si spense. I genitori che lo avevano vegliato, senza lasciarlo per un attimo, decisero di donare i suoi organi. La storia commosse il mondo, e questa vicenda ispirò anche un regista che provò a raccontare quei giorni così lunghi per la famiglia.

La discussione si spostò sul nostro sistema giudiziario, inoltre un avvocato di New York scrisse una lettera in cui lamentava l’indifferenza delle autorità visto che qualche giorno prima della sparatoria era stato derubato, nello stesso tratto di strada. Per Achille Serra, vicecapo della Polizia di Stato, intervenne dicendo che rispetto al passato le rapine erano in calo proprio grazie all’impegno degli agenti. Infatti in poco tempo fu possibile risalire agli assassini di Nicholas Green. La corte d’Assise di Catanzaro giudicò Jannello e Mesiano non colpevoli, ma nel 1998, in un nuovo processo, Mesiano venne condannato a 20 anni e Janello all’ergastolo, in quanto esecutore materiale. L’uomo sta scontando ancora la pena ai domiciliari ed è diventato un collaboratore di giustizia. Ha continuato a dire che ad uccidere Nicholas Green è stato il fratello, il caso però è stato archiviato.

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