HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsNicholas Green, il padre in Italia a pochi giorni dal ventesimo anniversario

Nicholas Green, il padre in Italia a pochi giorni dal ventesimo anniversario

di

Era il 1° ottobre quando, per un proiettile vagante, la vita del piccolo Nicholas Green fu spezzata all’improvviso. Il bambino statunitense, che all’epoca aveva 7 anni, si trovava in vacanza con i genitori e la sorellina

nicholas-greenQuel giorno si stava recando a Scilla e Cariddi, località che il padre voleva fargli visitare per le vicende storiche di Ulisse, del quale Nicholas era appassionato. Poi, in un attimo, la tragedia. Mentre era in viaggio in macchina, una pallottola raggiunse il corpo del piccolo. Dopo due giorni di agonia, Nicholas morì.

A pochi giorni dal ventesimo anniversario della morte del figlio, Reginald Green non ha mai smesso di tornare in Italia. Oggi, in particolare, è stato ospite a Reggio Calabria di un convegno dal titolo “Donare è rinascere”, incentrato sui trapianti di organi. Reginald e Margaret Green, al’epoca dei fatti, dissero di voler donare gli organi di Nicholas per regalare a qualche altro la speranza di poter vivere ancora.

E proprio all’interno dell’incontro, ha voluto chiarire una volta per tutte la sua posizione. Ovvero, quella di un uomo che ha subito la perdita peggiore che un genitore possa mai avere ma che, nonostante la tragedia, è riuscito a perdonare, sorridere e andare avanti, seppur con quel dolore sempre presente nel cuole. Un uomo, Reginald Green, che non sa cosa sia il rancore e che ha voluto parlare della sua vita dopo Nicholas. Una vita in cui ha continuato a visitare il paese in cui è morto suo figlio perché non è stata la Calabria a premere il grilletto, bensì è successo tutto per una tragica fatalità. E se era destino che il suo bambino morisse quel 1° ottobre, sarebbe successo in qualsiasi altro posto del mondo.

Infine, ha insegnato una lezione molto importante da tenere a mente: donare gli organi è un simbolo dell’amore che si ha per la vita, soprattutto mentre un proprio caro sta per morire. Parole dietro le quali non c’è disperazione ma una profonda pace e tranquilità, valori che – purtroppo – vengono trascurati e dimenticati a causa delle nostre vite frenetiche.

Lascia un commento

Back to Top