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Cold CaseDelitti ItalianiNino Agostino e Ida Castelluccio: un cold case ancora irrisolto dopo 25 anni
Coniugi Agostino

Nino Agostino e Ida Castelluccio: un cold case ancora irrisolto dopo 25 anni

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La Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione del caso ma la famiglia ha fatto opposizione. Si attende la decisione del Gip

Nel 25° anniversario dell’omicidio dei coniugi Agostino sono ancora tanti i misteri che avvolgono questa triste storia dal sapore profondamente mafioso.Coniugi Agostino

Si è parlato più volte dell’oscura omertà che da sempre ha accompagnato questo duplice omicidio, la presenza sempre più certa di eventuali mandanti appartenenti al clan di Cosa nostra.

Il nuovo numero del giornale Antimafia Duemila ha riproposto oggi, puntuale nel suo anniversario, la storia agghiacciante dell’assassinio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie Ida Castelluccio, da pochi mesi in dolce attesa.

Il duplice omicidio è avvenuto nel lontano 5 agosto 1989 e dal quel giorno non vi è stata mai una svolta o una qualsiasi decisione che abbia fatto pensare che si sia fatto il possibile per poter risolvere e fornire un quadro logico della dinamica.

Nel dicembre 2013 la Procura di Palermo ha avanzato la richiesta di archiviazione del duplice omicidio attraverso il pm Nino Di Matteo, avanzando una pista passionale, la stessa che è stata indicata nei precedenti processi.

Il Gip Maria Pino si è però riservata la facoltà di decisione su questa richiesta di archiviazione come anche il legale della famiglia Agostino, l’avv. Fabio Repici ha rinnovato la sua opposizione alla richiesta di archiviazione accogliendo così anche la volontà della famiglia che da un quarto di secolo chiede giustizia.

Con l’archiviazione richiesta dalla Procura quindi, si archivierebbero le accuse sui boss Antonino Madonia e Gaetano Scotto, sospettati di essere i killer dei coniugi Agostino,  e su Guido Paolilli, l’ex poliziotto amico e collega di Agostino, accusato di aver depistato le indagini.

La necessità di continuare le indagini si poteva ritrovare già nel 2008 quando un’intercettazione ambientale del 21 febbraio 2008 nella casa di Paolilli, avrebbe confermato un suo collegamento con il duplice omicidio nello stesso momento in cui nella trasmissione la Vita in diretta il padre di Nino, Vincenzo Agostino, parla del biglietto trovato nel portafogli del figlio dove c’erano scritte testuali parole “se mi succede qualcosa guardate nell’armadio di casa”. Paolilli, che era intercettato, risponde alla domanda del figlio su cosa contenesse quell’armadio e lui risponde in maniera chiara che le aveva fatte sparire stracciandole.

 

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