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Nirbhaya, violentata ed uccisa: “Se fosse rimasta calma si sarebbe salvata”

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NirbhayaUno dei violentatori di Nirbhaya, la studentessa di 21 anni stuprata ed uccisa a bordo di un bus nel 2012, ha dichiarato frasi choc immortalate in un documentario al quale in India è stata bloccata la messa in onda

Frasi agghiaccianti e prive di pentimento sono state raccolte nel corso di questi due anni dalla regista Leslee Udwin per la realizzazione del documentario “India’s daugheter” che è stato bloccato dal tribunale di Nuova Delhi perchè pieno di “commenti offensivi contro le donne” che potrebbero creare tensioni e proteste con rischi troppo elevati per l’ordine pubblico.

“Quando la stavamo violentando, non avrebbe dovuto reagire”, “Se fosse rimasta calma si sarebbe salvata”, “Una ragazza per bene non dovrebbe andare in giro alle nove di sera”, e ancora “Quando c’è uno stupro la donna è sempre più colpevole dell’uomo”.

Queste sono solo alcune delle parole pronunciate da Mukesh Singh, uno degli aggressori di Nirbhaya che è diventata ormai simbolo della violenza contro le donne in India.

La giovane studentessa di medicina fu violentata, torturata con una spranga di ferro ed uccisa su un autobus dove era salita in compagnia di un amico dopo essere stata al cinema.

Singh, autista di quel maledetto bus, negò di aver partecipato allo stupro di gruppo ma venne arrestato con la condanna a morte insieme ad altri 5 uomini. Quest’ultimo dopo l’arresto dichiarò: “I lavori domestici ed il mantenimento della casa è quello che spetta alle ragazze, non andare a zonzo nelle discoteche e nei pub di notte facendo cose sbagliate e vestendo indumenti sbagliati”.

Per l’uomo inoltre, la condanna a morte spingerebbe sempre più stupratori ad uccidere le proprie vittime per paura che possano parlare.

La madre di Nirbhaya però, dopo oltre due anni dalla morte della figlia, continua a chiedere giustizia e che l’aggressore venga impiccato: “Queste persone sono una minaccia per la società e il governo deve eseguire la condanna a morte”.

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