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Omicidio a San Filippo: uccide con 13 colpi di pistola il caporeparto e poi si costituisce

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Omicidio: Nascosto dietro a una siepe con la mente piena di pensieri nefandi, convinto che l’uomo che stava aspettando era la fonte di tutti i suoi problemi sul lavoro stringeva nelle mani un’arma; pensieri che covavano da tempo nella testa di Massimo Donatini, 43 anni, mentre nacosto in piazza Salvo D’Acquisto, nel cuore del quartiere di San Filippo, aspettava Francesco Sodini, lucchese di 51 anni, caporeparto alla Lucart di Porcari, lo aspettava deciso ad ucciderlo, e per il poveretto non c’è stato scampo.

omicidioMassimo Donatini, caldaista lavorava con la vittima, sulla quale ha aperto il fuoco con una pistola Glock 9×21, scaricandogli addosso tutto il caricatore e poi infierendo sulla vittima con una ferocia e una rabbia spaventose,  quando era già a terra ormai morente con almeno altri sette dei tredici colpi sparati per uccidere l’uomo che secondo la sua mente ottenebrata voleva licenziarlo.

Egli stesso ha raccontato ai carabinieri, i particolari presentandosi in caserma mezz’ora dopo il delitto: “Temevo di essere licenziato”, ha detto agli inquirenti; Donatini era convinto che oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro per lui; doveva montare alle 14 e nella sua testa c’era la convinzione che avrebbe perso il suo impiego. Donatini era convinto che il responsabile era Francesco Sodini, il suo capo, che con una sola parola poteva rovinarlo e cambiargli la vita. Ma tutto questo non trova spiegazione poichè i colleghi di lavoro, hanno dichiarato che Sodini trattava il caldaista con grande considerazione e stima.

La prima versione del movente dichiarata dall’omicida non convince gli inquirenti e non trova riscontro con il ritratto che i colleghi di lavoro danno del rapporto del tutto normale e amichevole tra la vittima e il suo carnefice. Per gli investigatori l’omicidio è stato studiato studiato nei giorni scorsi e poi consumato in meno di dieci minuti, intorno alle 7 del mattino; alla scena ha assistito la moglie della vittima, Maria Pia Manfredini, 52 anni, la donna uditi gli spari è corsa alla finestra e ha visto il killer “finire” il marito a terra in un lago di sangue.

A seguire la tragica trafila della rimozione del cadavere e dei rilievi sotto gli occhi increduli e scioccati di tutto il quartiere; intanto si  indaga  per chiarire in ogni dettaglio il contorno di una tragedia che fino al drammatico gesto di questa mattina per la città non ha precedenti. Nelle prossime ore aggiornamenti e sviluppi sulla vicenda.

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