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Omicidio al rave party di Caserta: appello della procura

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Svolta nel caso dell’omicidio al rave party avvenuto a Castel Morrone. Antonio Franzese è stato ammazzato con una coltellata al torace. Il delitto è avvenuto all’alba ma i soccorsi sono stati allertati solo alcune ore dopo. Sono stati fermati due 23enni di Napoli, entrambi scarcerati perché gli indizi a loro carico non sono sussistenti.

antonio franzeseTorniamo ad occuparci di Antonio Franzese, il 24enne ucciso con una coltellata al torace durante un rave party. Il procuratore Raffaella Capasso, durante la conferenza stampa, ha chiesto ai presenti di squarciare il velo di omertà e di farsi avanti per aiutare gli inquirenti ad assicurare i colpevoli alla giustizia: «Chiunque abbia girato video o sia in possesso di altre immagini della festa di Castel Morrone si faccia avanti, anche se non è coinvolto nella rissa che è costata la vita ad Antonio Franzese. Garantiremo l’anonimato». Il gip del tribunale di Caserta non ha ritenuto sussistenti gli indizi a carico dei due ragazzi di 23 anni fermati il giorno dopo il delitto, Marco Fiorillo e Emanuele Romano, entrambi di Napoli. Gli indagati sono restati in carcere in quanto sono stati contestati i reati di rissa aggravata e lesione.

Al rave party di Castel Morrone c’erano circa cinquemila persone provenienti dalla provincia campana, da varie parti d’Italia e anche dall’estero. Dunque appare probabile l’ipotesi che molti dei presenti non si siano accorti di quanto stesse accadendo. Secondo i primi accertamenti è emerso che il delitto è avvenuto alle prime luci del mattino, ma il 118 e i carabinieri sono intervenuti alcune ore dopo. Alla rissa che si è scatenata al rave party tra bande rivali, hanno preso parte almeno una decina di ragazzi. Di una di queste facevano parte Antonio Franzese e il fratello (anche lui colpito). Secondo il ragazzo il movente è stato “uno sguardo di troppo”. Versione confermata anche da un altro testimone. Purtroppo il resto del racconto non è molto chiaro e presenta numerosi lati oscuri che non chiariscono la presenza di soldi e droga sul corpo della vittima.

Le indagini proseguono a 360° per stabilire se gli organizzatori della festa fossero in possesso delle autorizzazioni o se l’evento fosse più di un rave party.

Fonte: Corriere del mezzogiorno

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