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Delitti ItalianiOmicidio Andrea Cottone, fu sciolto nell’acido, un altro arresto a Palermo

Omicidio Andrea Cottone, fu sciolto nell’acido, un altro arresto a Palermo

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Andrea Cottone venne strangolato e sciolto nell’acido nel 2002. Oggi Giuseppe Conmparetto è stato fermato perché faceva parte del commando che gli aveva teso l’agguato a Ficarazzi

Andrea CottoneC’è un altro arresto per l’omicidio di Andrea Cottone, strangolato e sciolto nell’acido nel 2002 vicino a Palermo. E’ Giuseppe Comparetto, 38 anni, già detenuto dopo l’operazione ‘Reset‘ dello scorso giugno e che ora sarebbe stato inchiodato da alcuni collaboratori di giustizia.

Gli investigatori, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica e dal procuratore capo Leonardo Agueci, hanno stabilito che in quell’occasione c’era anche Comparetto insieme ad Ignazio Fontana, Onofrio Morreale e Michele Rubino, già arrestati per quell’omicidio.

Cottone nel settembre ’95 era stato arrestato per associazione di tipo mafioso come capodecina della famiglia mafiosa di Villabate e quattro anni dopo, una volta scarcerato, era rimasto vicino ai Montalto di Villabate. Così alcune famiglie rivali ne avevano chiesto l’eliminazione fisica che però venne accordata dal boss Bernardo Provenzano solo dopo gli arresti di Biagio Picciurro e Salvatore Pitarresi.

Così il 13 novembre 2002 Cottone venne accompagnato presso un ristorante-minigolf di Ficarazzi perché doveva discutere con Onofrio Morreale di alcuni furti avvenuti nella zona, alcuni dei quali proprio ai suoi danni. Ma da allora nessuno ha più saputo nulla di lui e l’unica traccia fu la sua auto, ritrovata due settimane dopo a Termini Imerese, venne rinvenuta la sua auto parcheggiata. Le indagini successive hanno permesso di determinare che quel giorno all’appuntamento c’erano anche

Fontana, Rubino e Comparetto. Cottone venne strangolato con una cintura e il suo corpo fu sciolto in un deposito di marmi di Bagheria. I suoi assassini prima di giustiziarlo lo interrogarono per sapere se i Montalto avessero intenzioni ostili nei confronti della famiglia capeggiata da Nicola Mandalà.

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