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Omicidio Angelica Pirtoli: dopo 17 anni De Matteis racconta cosa è successo

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Sono passati 25 anni dal duplice omicidio di Angelica Pirtoli e di sua madre, Paola Rizzello. Il pentito De Matteis in aula ha ricostruito quella sera, senza tralasciare i particolari più atroci di quella mattanza.

angelica pirtoli-paola rizzelloEra il 20 marzo del 1991, una sera diversa da tutte le altre perché quello che accadde resta una delle pagine di cronaca più nere del basso Salento. Una madre, Paola Rizzello, di 27 anni, venne uccisa insieme alla figlia, Angelica Pirtoli. La piccola venne lasciata agonizzante accanto alla madre e respirava a fatica, nonostante la ferocia con cui era stata colpita. Poi uno degli assassini la afferrò per il piedino e la scaraventò contro il muro, come fosse un pupazzo di peluche con cui non si vuole più giocare. Il duplice omicidio era legato alla Sacra Corona Unita e alla criminalità organizzata. Una guerra di sangue che non ha risparmiato nemmeno vittime innocenti, come donne e bambini.

Per l’omicidio di Angelica Pirtoli e di sua madre Paola, sono stati condannati all’ergastolo i mandanti: Luigi Giannelli di 56 anni, la moglie Anna De Matteis di 52, Donato Mercuri, 51enne e braccio destro del boss Giannelli. Nel corso del nuovo processo che si è aperto, potrebbe chiudersi definitivamente la vicenda giudiziaria, assicurando alla giustizia mandanti ed esecutori. Tra gli imputati c’è Biagio Toma, ritenuto l’autore materiale del duplice omicidio. Ad accusarlo è Luigi De Matteis, presunto complice e collaboratore di giustizia, condannato a 16 anni e 8 mesi con rito abbreviato.

Il 25 maggio del 1999, De Matteis aveva già raccontato quello che era successo: «Biagio Toma è sceso dalla macchina, ha preso la bambina per i piedi e l’ha sbattuta quattro-cinque volte vicino al muro e niente, cioè era morta la bambina». Angelica Pirtoli piangeva perché ferita ma nessuno si è curato delle sue lacrime e del suo dolore. La madre Paola era stata bruciata e quando il corpo venne preso per gettarlo nella cisterna, si spezzò in due all’altezza del bacino. I suoi resti furono recuperati a febbraio del 1997 in contrada Tuli, a Parabita (Le). Della giovane rimanevano solo i gioielli, alcuni resti ossei e di indumenti. Ci volle del tempo per capire che si trattava proprio della Rizzello. Due anni dopo, precisamente nel 1999, gli inquirenti trovarono anche Angelica Pirtoli. Fu grazie alla deposizione di De Matteis che si arrivò alla sua tomba su una collinetta rocciosa a Matino, a circa 2 km da dove era stata sepolta la madre.

Paola Rizzello era l’amante del boss Giannelli, poi si innamorò di Luigi Calzolari, che venne ucciso. La donna sospettava che l’avesse ordinato proprio lui e iniziò ad indagare. Quando il boss, in carcere, scoprì quello che stava facendo, dispose la sua eliminazione. La moglie di Giannelli affrontò Paola e le disse che voleva vederla morta. Mercuri e De Matteis aspettarono la Panda Rossa di Paola Rizzello e Angelica Pirtoli. Si fidava di lui e salì a bordo della sua auto. Quando giunsero nelle campagne, Paola affrontò il suo aguzzino dicendo: «Non mi fai paura». Il colpo sparato nella pancia raggiunse anche Angelica Pirtoli che fu eliminata perché a due anni una bambina ricorda e può parlare.

Fonte: LeccePrima

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