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Omicidi in FamigliaOmicidio Anna Maria Cenciarini, il figlio l’ha uccisa con odio e violenza

Omicidio Anna Maria Cenciarini, il figlio l’ha uccisa con odio e violenza

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federico bigottiAnna Maria Cenciarini è stata uccisa a coltellate dal giovane figlio, Federico Bigotti, il quale, secondo gli esperti, provava odio smisurato nei confronti della madre

Aveva inizialmente dichiarato di aver visto la mamma togliersi la vita per poi raccontare una versione definita dal gip ancora più fantasiosa di quella precedente, “con la descrizione della madre che era già a terra, praticamente morta, ma che al suo tentativo di intervenire e soccorrerla, si era rivoltata e aveva cercato di colpire anche lui”.

Federico, secondo quanto pubblicato da Umbria24.it, era da solo con la mamma il giorno del delitto, cosa che aggrava ancora di più la sua posizione, perchè “emerge come Bigotti Federico, solo in casa con la madre sia stato l’unica persona a trovarsi nelle condizioni di colpire la madre con i mezzi e le modalità accertate”.

Per il gip, l’omicidio di Anna Maria Cenciarini si è consumato per l’odio che il giovane provava nei confronti della madre: “L’azione omicidiaria appare collocabile nell’ambito di un crescendo di odio e violenza nei confronti della genitrice, forse alimentata anche da una serie di personali fallimenti esistenziali, che lo avevano spesso portato a chiedere con rabbia ai genitori, perché lo avevano messo al mondo“.

Secondo il gip “negli ultimi tempi, per non vedere i genitori, Federico si era pressoché barricato in camera, la cui porta aveva sbarrato con un mobile. E’ assai probabile che in tale contesto di rabbia repressa sia esplosa contro la madre di fronte a un banale rimprovero da parte della donna, ovvero per il solo fatto di avere Federico notato il coltello lasciato in vista dal padre in cucina”.

Il coltello era stato utilizzato dal padre per tagliare due ore prima una fetta di pandoro, ignaro che a breve con quella lama la moglie sarebbe stata uccisa, venendo colpita di sorpresa alle spalle: “La mancata discontinuazione nel contesto della ferita da scannamento dei grossi vasi artero- venosi può giustificare, in uno con la posizione inizialmente posteriore dell’aggressore, l’eventuale mancato o limitato imbrattamento delle vesti dello stesso”.

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