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Cold CaseOmicidio Aroldo Prosperi: il cold case friulano che dura da 14 anni
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Omicidio Aroldo Prosperi: il cold case friulano che dura da 14 anni

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Aroldo Prosperi è stato ucciso il 19 ottobre del 2001 a Torviscosa. Da qualche mese aveva deciso di prendere nota di tutto che faceva in una sorta di diario che aveva scelto di chiamare “Per non dimenticare”. Che cosa doveva ricordare? Quelle pagine al vaglio degli inquirenti non hanno mai dato nessuna risposta.

omicidio prosperiAroldo Prosperi riportava la sua vita lavorativa nero su bianco, su un diario. Era conosciuto per la sua collaborazione con grandi famiglie imprenditoriali italiane ed era un punto di riferimento del mondo agricolo friulano. In quelle pagine infatti ci sono riferimenti solo a queste attività e non al bracconaggio di cui era un avversario. La sua missione è particolare perché Aroldo Prosperi si trova a lavorare in un territorio in cui l’impresa chimica ha agito senza controllo e si erano rese necessarie delle bonifiche ambientali. Nell’area industriale Aussa-Como c’è un nuovo e fiorente business nel 2001 e tutti sono a caccia di abusi per soddisfare il proprio appetito. Aroldo prosperi però dopo 40 anni è ormai vicino alla pensione, e per gli inquirenti questo è un dettaglio chiave perché avrebbe potuto mettere i bastoni tra le ruote a molte persone.

Aroldo Prosperi, la sera del 19 ottobre del 2011 stava facendo il giro di ispezione della sua tenuta ma un colpo di fucile a pallini ha interrotto la sua passeggiata. Non si sa se aveva un appuntamento con qualcuno o se si è trattato di un caso. L’azienda agricola è un’oasi di pace e salute in mezzo al Friuli chimico, tanto che all’epoca molti hanno anche parlato di mafia. Forse è esagerato, ma la famiglia nutre molti dubbi al riguardo.

Adolfo Prosperi doveva essere in ufficio alle 18 per una riunione con Andretta e Doris (conosciuto come il banchiere di Silvio Berlusconi). Solo che la presenza di Doris non viene confermata e poco dopo il delitto pare che l’uomo si è allontanato da Torviscosa a bordo di un elicottero privato. Alle 17.29 circa, Prosperi chiama il 112 per segnalare la presenza dei bracconieri e alle 21.00 il suo copro viene trovato privo di vita all’interno della sua auto, ferma in un viottolo nei pressi del torrente Corno.

La pista seguita è quella dei bracconieri ma l’unico indagato è un uomo che ha due anatre appena uccise (come prova), solo che il giorno dell’omicidio era in ospedale per la chemioterapia, infatti pochi mesi dopo è morto. Il silenzio intorno alla vicenda di Alfredo Prosperi è inquietante e, come in un libro giallo, questo è un delitto perfetto perché da 14 anni si cerca un killer inesistente che non ha lasciato nessuna traccia.

Fonte: Messaggero Veneto

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