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Omicidio Attilio Romanò: confermato l’ergastolo al killer

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Attilio Romanò è stato riconosciuto come vittima innocente di camorra. Il 24 gennaio del 2005 fu ucciso da Mario Buono al quale nelle ultime ore è stato confermato dalla Corte di Cassazione la condanna all’ergastolo

Attilio Romanò

Mario Buono, esecutore materiale dell’omicidio di Attilio Romanò, dovrà passare tutta la sua vita dietro le sbarre. Questa è la decisione presa dalla Suprema Corte di Cassazione che ha disposto anche il rinvio a giudizio in Corte d’Appello per il mandante del delitto, ovvero Marco di Lauro, quarto figlio del boss Paolo di Lauro.

Per la lettura della sentenza erano presenti in aula la mamma, la moglie e la sorella di Attilio Romanò, gli avvocati, alcuni rappresentati del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità ed alcuni volontari.

La Fondazione Polis della Regione Campania dopo aver saputo della condanna di Mario Buono ha dichiarato: “Apprendiamo con favore la condanna definitiva all’ergastolo per l’esecutore materiale dell’omicidio Romanò e attendiamo che la giustizia completi il suo iter, ribadendo tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai familiari di Attilio”.

Inoltre, per l’ingiusto omicidio di Attilio Romanò, a dieci anni dalla sua morte è stato intitolato in suo onore un istituto scolastico: “La scelta di intitolare a una vittima innocente di camorra un istituto scolastico in un territorio ‘di frontiera’, particolarmente deprivato, nel quale soprattutto i giovani sono esposti alle lusinghe della cultura e della pratica camorristica è espressione della volontà di tutta la comunità scolastica di essere apertamente e decisamente schierata contro ogni forma di violenza, ‘in primis’ quella camorristica, e a favore della dignità e della bellezza. L’Istituto, già costantemente impegnato a costruire uguaglianza di opportunità e percorsi di emancipazione e libertà, rappresenterà ancor più efficacemente un ‘avamposto’ di formazione e cultura affinché i ragazzi possano scoprire e coltivare il gusto per la dignità e la bellezza dell’essere cittadini onesti e laboriosi”.

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