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Delitti ItalianiOmicidio Carlo Feltrin: per il pm la compagna Fiorella Fior non uccise per leggittima difesa

Omicidio Carlo Feltrin: per il pm la compagna Fiorella Fior non uccise per leggittima difesa

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Fiorella Fior non ha convinto al processo che la vede imputata come l’assassina del suo compagno Carlo Feltrin

Fiorella-FiorUna coltellata al cuore del compagno per leggittima difesa, ma l’accusa non l’ha creduta ed ha chiesto 16 anni di carcere. E’ questa la richiesta finale del pm Lucia Terzariol al processo in Corte d’Assise per Fiorella Fior.

I fatti avvennero la sera dell’11 febbraio del 2013 quando Carlo Feltrin fu ammazzato con una coltellata al cuore dalla sua compagna Fiorella Fior nell’appartamento che dividevano a Udine.
Durante il processo si è ripercorso tutto il background sul quale è maturato l’assassinio dell’uomo e per l’accusa si tratta di omicidio volontario, seppure è possibile applicare a Fiorella Fior tutte le attenuanti del caso.

La richiesta del pm è stata accolta anche dalla parte civile che ha richiesto anche 160mila euro di danni morali.
Il legale della famiglia Feltrin ha cosi commentato la loro azione legale: “Ci siamo costituiti parte civile per assistere al processo, per non vedere demonizzato il povero Carlo Feltrin e chiedere un modesto risarcimento dei danni morali patiti dai familiari. La madre non ha ricevuto neanche una lettera di scuse. Non nascondiamo che bevesse e che facesse uso saltuario di droga, ma non c’era cronicità o psicopatologia alcol-correlata”.
Per i legali di Fiorella Fior invece si è trattata di legittima difesa ed hanno richiesto la completa assoluzione della loro assistita.

Ieri in aula Fiorella Fior ha richiesto la parola per cercare in extremis di convincere i giudici, ha ripercorso quella serata. I due fidanzati avevano litigato per le chiavi della macchina e i toni si erano accesi, dopo poco, ha raccontato la donna, è stata aggredita da Feltrin e la sua reazione è stata quella di difendersi.

La difesa condotta dall’avvocato Luigi Francesco Rossi ha cosi sintentizzato l’accaduto: “È durato tutto pochi secondi. Fiorella ha preso un sacco di botte, aveva il viso pieno di sangue, il naso rotto e gli occhi gonfi di lacrime. Ha usato la prima cosa che ha trovato per fermarlo, poi è uscita a cercare aiuto, per questo si trovano gocce del suo sangue nel pianerottolo”.
Queste le argomentazioni per le quali si è chiesta la completa assoluzione della donna, che dimostrerebbero la totale assenza di volontà omicida.
La sentenza verrà pronunciata il prossimo 11 luglio.

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