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Omicidio Carlo Macro: assassino condannato a 14 anni

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Jospeh White Klifford ha ucciso Carlo Macro la notte di San Valentino dello scorso anno. L’ha colpito al petto con un cacciavite e gli ha forato il polmone. L’assassino è un volto conosciuto, frequenta la Caritas e vive in una roulette per homeless. La vittima era scesa per un bisogno impellente e aveva lasciato la radio accesa. Il volume troppo alto ha infastidito Klifford che si è scagliato contro di lui con violenza.

killer_carlo macroAd un anno e mezzo dalla morte di Carlo Macro è arrivato il verdetto del processo contro il suo assassino, Jospeh White Klifford. L’omicidio è avvenuto in via Garibaldi, nei pressi del Gianicolo. A qualche metro di distanza c’è la roulotte per homeless allestita dai volontari della comunità di Sant’Egidio in cui aveva trovato rifugio Klifford. Era la notte di San Valentino del 2014 e Carlo Macro era uscito con il fratello. Ad un certo punto si fermano per espletare i loro bisogni fisiologici e lasciano l’auto accesa. Il volume della musica è troppo alto per Jospeh White Klifford che esce dalla roulotte armato di cacciavite e colpisce a morte il 33enne romano.

Klifford è un volto noto in zona, nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe stato capace di compiere un simile gesto. Tutti lo descrivono come un uomo tranquillo e gentile. La sentenza della condanna a 14 anni e non 21 come richiesto dal pm è inaccettabile da parte della madre. La donna è amareggiata nei confronti della giustizia italiana. Per lei non cambia niente però se la vita di Carlo Macro vale solo 14 anni che possono scendere ad 8, “significa che i valori sono ridotti a zero”. Il tribunale ha anche rigettato i “futili motivi” nonostante siano palesi.

La comunità di Sant’Egidio non ha mai speso una parola sull’accaduto. Intanto il sistema roulotte è finito sotto inchiesta per abuso edilizio ma anche questo processo potrebbero svanire come una bolla di sapone.

Fonte: Roma Today

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