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Omicidio Carta, chiesti 27 anni per Paolo Coraddu

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cartaPaolo Coraddu e Niveo Batzella sono accusati di essere i mandanti dell’omicidio di Gianluca Carta, ucciso il 18 maggio 2011 con una fucilata alla testa nelle campagne di Sestu

Questo secondo processo per l’omicidio Carta ha visto protagonista Paolo Coraddu che è stato condannato dal pubblico ministero Maria Virginia Boi a 27 anni di reclusione. Difeso dagli avvocati avvocati Mauro Massa e Ferruccio Melis,è stato l’unico dei cinque presunti imputati di voler andare al dibattimento. Gli altri membri della banda sono stati invece processati con il rito abbreviato e sono stati condannati il 15 aprile scorso. Niveo Batzella è stato condananto all’ergastolo, Gianfranco Batzella ed Enrico Lecca a 18 anni di carcere e Michele Piras a 16 anni.

Fu Gianfranco Batzella, nipote di Niveo, a raccontare due anni fa come fu organizzato l’omicidio di Carta: “Niveo a casa sua propose a me, Piras e Lecca di uccidere Gianluca Carta. Eravamo tutti contrari: Carta non ci conosceva e non poteva riconoscerci. Allora Niveo disse che andava bene. Stavamo organizzando un sequestro che poi è diventato omicidio. Niveo disse: è per oggi . Poi non ci diede alcuna spiegazione sul perché. Serviva una quarta persona per l’omicidio. Lecca disse di non mettere in mezzo il suo amico Paolo Coraddu perché il padre aveva avuto problemi con Carta. Così propose Michele Pira.”

In realtà Coraddu, aveva intenzione di punire la vittima per alcune confidenze fatte ai carabinieri su una piantagione di cannabis.

Carta, titolare del nightclub di Decimoputz, poco dopo quell’incontro raccontato in ogni particolare da Gianfranco, fu rapinato con una Fiat Punto rubata a Quartu e poi ammazzato sulla statale 130 durante la notte tra il 17 e 18 maggio 2011 con un colpo di fucile alla testa.

Batzella fu incastrato anche perchè il fucile a canne mozze che ha ucciso la vittima fu ritrovato proprio nella sua abitazione. A confermare il tutto fu l’esame ballistico effettuato dal perito Giulio Madeddu.

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