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Chiara Poggi: omicidio aggravato dalla crudeltà, il pm chiede 30 anni per Alberto Stasi

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Chiara PoggiSono ormai passati sette anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nella villetta di Via Pascoli a Garlasco. Per la Procura, dopo il delitto, Alberto Stasi “riferì particolari che solo l’assassino poteva conoscere”

Alberto Stasi avrebbe dunque mentito quando raccontò di essere entrato nella villetta e di aver trovato Chiara Poggi senza vita. Inoltre, contro di lui ci sono indizi gravi e concordanti ed è per questo che per il sostituto procuratore generale Laura Barbaini l’ex studente bocconiano deve essere condannato a 30 anni di reclusione per omicidio aggravato dalla crudeltà.

Nella ricostruzione del pg, che ha avuto una durata di circa sei ore, si è sottolineato che Stasi ha “sistematicamente cercato di ostacolare le indagini con continue omissioni che vanno al di là del diritto di difesa”.

Il rappresentante dell’accusa ha inoltre preso dagli atti del fascicolo delle fotografie che non erano mai state prese in considerazione fino ad ora e le ha mostrate in aula. In una delle fotografie si può ben vedere come sulla maglietta del pigiama di Chiara Poggi ci sono delle impronte di quattro dita insanguinate che però vennero completamente imbrattate di sangue quando il cadavere venne rigirato per essere rimosso. Sono proprio quelle impronte che dimostrerebbero che l’assassino avrebbe sollevato il cadavere della vittima per poi gettarlo lungo le scale.

Perchè allora sul tappetino del bagno e sul dispenser del sapone ci sono impronte di scarpe e impronte di Stasi mischiate al Dna di Chiara Poggi? Per il pg, Stasi dopo aver lanciato il corpo senza vita della vittima andò in bagno per lavarsi le mani.

Tanti altri sono gli elementi che incastrerebbero Stasi, come una foto del cadavere di Chiara scattata con la luce naturale: per Barbaini era impossibile vedere il viso della vittima che invece Stasi descrisse “pallido”.

Gli avvocati dei genitori di Chiara Poggi hanno espresso i loro pareri sulle tesi di Barbaini: “Siamo assolutamente soddisfatti di quanto il pg Barbaini ha esposto in aula”.

Il 3 dicembre sarà il momento della difesa e la sentenza definitiva avrà luogo invece il 17 dicembre.

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