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Davide Bifolco

Omicidio Davide Bifolco: rito abbreviato per il carabiniere imputato

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Giovanni Macchiarolo, il carabiniere che ha sparato a Davide Bifolco nel rione Triano, ha chiesto il rito abbreviato. I fatti si sono verificati a settembre dello scorso anno. La sentenza arriverà il 23 prossimo 23 luglio.

Davide BifolcoIl carabiniere Macchiarolo, imputato per la morte del 16enne Davide Bifolco ha chiesto di essere sottoposto a processo con giudizio abbreviato. Il ragazzo venne raggiunto da un colpo di pistola nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2014 dopo essere sfuggito al posto di blocco posto alla periferia di Napoli, nel rione Traiano. Il legale del militare, ha depositato la richiesta durante lo svolgimento dell’udienza preliminare. Su Macchiarolo pende un’accusa di omicidio colposo. Il prossimo appuntamento è per il 23 luglio, davanti al gup Ludoviva Mancini, quando sarà pronunciata la sentenza.

Ripercorriamo insieme i fatti principali dell’omicidio di Davide Bifolco che ha scatenato reazioni piuttosto accese nella città di Napoli con tanto di cortei per rivendicare la morte del ragazzo e chiedere giustizia.

Davide Bifolco non si è fermato all’alt dei carabinieri. Era a bordo di un motorino con altre due persone. Qualche giorno dopo la sua morte sono iniziati i primi accertamenti sul cadavere con l’autopsia e la perizia balistica avvenuta davanti ai legali della famiglia Bifolco. Inizialmente le versioni del carabiniere e dei testimoni non combaciano. I primi dubbi sono incentrati sull’identità della terza persona a bordo dello scooter, Arturo Equabile, un ricercato fuggito dai domiciliari. Anche la dinamica appare poco chiara. Sempre secondo i carabinieri, i ragazzi sono caduti a causa di un’aiuola e, quando Macchiarolo è sceso dalla volante, è inciampato facendo partire un colpo accidentale dalla sua pistola d’ordinanza.

La famiglia di Davide Bifolco ha scelto come legale Fabio Anselmo, lo stesso dei Cucchi. L’avvocato ha raccolto alcune testimonianze dalle quali è emerso che i carabinieri avrebbero prima speronato lo scooter e poi sparato volontariamente al giovane Bifolco. Inoltre vi sono anche le immagini delle telecamere a circuito chiuso di una sala giochi nelle vicinanze che mostrano l’irruzione del miltare armato. Tuttavia, non è sicuro che si trattasse proprio di Macchiarolo.

Nell’udienza preliminare i testimoni che avevano accusato il carabiniere hanno ritrattato le loro dichiarazioni. Molte cose infatti sono state raccontate per “sentito dire”. Il prossimo mese conosceremo finalmente la verità.

Fonte: Repubblica – Napoli

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