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Delitti ItalianiPiero Di Francesco: uccide il figlio e confessa l’omicidio davanti alla sua tomba
Omicidio di Piero Di Francesco

Piero Di Francesco: uccide il figlio e confessa l’omicidio davanti alla sua tomba

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Incredibile epilogo dell’inchiesta per la morte di Piero Di Francesco nel gennaio 2012. Il padre gli ha chiesto perdono sulla lapide, i carabinieri hanno intercettato tutto

Omicidio di Piero Di Francesco Una confessione che ha dell’incredibile, ma che ha permesso di risolvere il mistero attorno all’omicidio di Piero Di Francesco, ucciso due anni e mezzo fa. E’ arrivata nella maniera più inattesa, quando suo padre Stefano davanti alla tomba del figlio ha pronunciato una frase inequivocabile: “Cricchietto, ah tuo padre che ti fece?”.

Un’ammissione di colpevolezza che è stata registrata da una microspia piazzata dai carabinieri sulla tomba del 32enne e che ha portato a questa svolta clamorosa. Ma sin da quando il cadavere era stato rinvenuto, il 9 gennaio 2012 a Riesi, comune in provincia di Caltanisetta, in una macchina che stava bruciando agli inquirenti non erano tornati molti particolari. Perché in pochi avevano creduto all’ipotesi del suicidio di Piero, uno dei titolari dell’azienda di famiglia davanti alla quale ola vettura era andata a fuoco.

Il corpo ad esempio era sul sedile posteriore dell’auto, tra l’altro non quella che l’uomo guidava normalmente ma una Mercedes che giaceva lì abbandonata da tempo. Inoltre la vita della vittima sino ad allora era stata integerrima e senza macchie, senza particolari motivi che potessero portare ad un suicidio. In più dall’autopsia era emerso che prima di morire era stato colpito alla testa violentemente ed era stato dato alle fiamme mentre era ancora vivo.

Indagando più a fondo gli inquirenti avevano scoperto che con il padre c’erano motivi di tensione perché, una volta che la ditta era fallita aveva dovuto cedere il timone ai figli ma successivamente voleva riprendere tutto in mano. I figlio però gli avevano negato la possibilità anche perché il genitore aveva frequentazioni non proprio limpide con alcuni pregiudicati. Così già qualche mese prima del delitto, durante una lite il padre aveva colpito Piero alle ginocchia con un martello ed evidentemente all’ennesima discussione è passato ai fatti. Ha tenuto duro per 30 mesi, ma alla fine forse per uno scrupolo di coscienza ha ceduto, anche se solo davanti alla tomba del figlio.

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