HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsOmicidio Dina Dore, il marito Francesco Rocca ricorre in appello e denuncia il giudice

Omicidio Dina Dore, il marito Francesco Rocca ricorre in appello e denuncia il giudice

di

Francesco Rocca, condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Dina Dore ha denunciato il presidente della Corte d’Assise per intralcio alla giustizia. L’uomo continua a non rassegnarsi e durante la detenzione ha avuto modo di studiare le carte processuali, per questo ha presentato un esposto.

Francesco Rocca, accusato dell'omicidio della moglie Dina DoreFrancesco Rocca è stato condannato in primo grado all’ergastolo per aver commissionato l’omicidio di sua moglie, Dina Dore, avvenuto a Gavoi il 26 marzo del 2008. Attualmente l’uomo è detenuto nel carcere di Badu ‘e Carros, in provincia di Nuoro e si è sempre dichiarato innocente. La sentenza è arrivata alla vigilia di Pasqua e in questi mesi Francesco Rocca ha studiato il suo caso arrivando alla conclusione di essere stato vittima di una vera e propria ingiustizia. Le quattro pagine con la sua denuncia sono state presentate all’ufficio matricole del penitenziario e, come riporta La Nuova Sardegna, all’interno ci sarebbe scritto quanto segue: «Il sottoscritto chiede, pertanto, che ove nei fatti esposti siano ravvisabili e configurabili reati, si proceda penalmente nei confronti dell’agente scelto, Cossu Antonello, e, se vi concorre, nei confronti del presidente della corte, dottor Antonio Luigi Demuro. Chiede di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione».

Nello specifico, Francesco Rocca ritiene che il presidente della Corte d’Assise abbia suggerito ad uno dei testimoni che ha deposto al processo la risposta ad una domanda importante ai fini processuali, dunque ha chiesto alla Procura di indagare e verificare se questi fatti hanno rilievo penale. L’udienza a cui si riferisce Francesco Rocca è quella del 26 maggio 2014 e il teste è l’agente scelto Antonello Cossu. Mario Lai, avvocato dell’imputato ha chiesto al testimone: «Chi è questo amico?», riferito alla persona che aveva portato gli inquirenti ad approfondire la posizione di Francesco Rocca; il presidente della Corte d’Assise è intervenuto dicendo: «Ma è anche quello un confidente?», dunque secondo lui si trattava di un suggerimento perché l’agente ha risposto in maniera positiva compromettendo il processo e la ricerca della verità.

Fonte: La Nuova Sardegna

Lascia un commento

Back to Top