HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Cold CaseOmicidio Donatella Manunta il cold case del savonese lungo 25 anni
fascioli_cold case

Omicidio Donatella Manunta il cold case del savonese lungo 25 anni

di

L’omicidio di Donatella Manunta è sicuramente uno dei cold case più atroci della cronaca savonese. Un mistero lungo 25 anni con qualche colpo di scena, ma l’assassino è ancora in libertà.

donatella manuntaEra il 22 marzo del 1990 e all’interno di un piccolo appartamento in centro viene ritrovato il corpo di una donna con la testa fracassata, si trattava di Donatella Manunta. Probabilmente questo nome non vi dice niente, ma Donatella è uno dei primi transessuali del nostro paese.

Salvatore si era sempre sentito una donna e a novembre del 1986 si era sottoposto ad un intervento a Londra che gli aveva consentito di cambiare sesso, all’anagrafe venne registrato come Donatella Manunta e nella sua carta di identità esibiva con fierezza la sua femminilità. Capelli biondi corti, occhi a mandorla e fisico snello, guardando Donatella nessuno poteva immaginare il suo passato. Subito dopo l’operazione iniziò per lei una nuova vita, aspettava i clienti a Calata Sbarbaro, poggiata sul cofano della sua auto e vestita sempre in maniera succinta. Qualcuno si fermava solo per curiosità, ma Donatella aveva in giro di clienti fissi con cui si allontanava. All’epoca questi “piaceri” dovevano rimanere segreti, ecco perché quando molti di loro vennero chiamati in Questura ci furono scene imbarazzanti.

Donatella Manunta aveva avuto anche una serie di relazioni fisse, ma di breve durata, proprio a causa del suo lavoro. Alle colleghe aveva detto che voleva andare a Genova per rilevare un albergo, solo che aveva paura a causa di alcune minacce che aveva subito. Nel suo appartamento potevano accedere altre 6 persone che avevano le chiavi, amici stretti. La sera dell’omicidio però Donatella Manunta aveva ricevuto qualcuno a casa, vennero trovate delle bottiglie di liquore e un tubo metallico. Dall’autopsia sul cadavere è emerso che è stato quello l’oggetto con cui è stata colpita e che prima di essere uccisa è stata stuprata con una bottiglia.

Tre anni dopo l’omicidio di Donatella Manunta viene fermato un uomo e successivamente viene arrestato. Si tratta di un necroforo, è stato lui a trovare il corpo della donna già morta, ma un vicino raccontò che lo aveva visto entrare a casa di Donatella la sera dell’omicidio. L’uomo venne rinviato a giudizio e nel processo furono chiamati 54 testimoni, ma dopo 4 anni venne scagionato e chiese un risarcimento di 100 milioni di vecchie lire, solo che nel 1998 morì prematuramente. Le indagini proseguirono e si intrecciarono con altri omicidi simili avvenuti a San Remo, per un periodo è stata seguita una pista che avrebbe dovuto portare a Donato Bilancia, ma gli inquirenti finirono in un altro vicolo cieco. Ad un certo punto ci si accorge che l’ora del decesso di Donatella Manunta è inesatta e vengono rivisti tutti gli alibi dei sospettati. Ma il caso viene archiviato.

A maggio del 1998 la Procura decide di riaprirlo dopo aver analizzato le impronte digitali nell’appartamento che appartengono ad un pregiudicato ma verrà scagionato in seguito perché non ci sono gravi indizi che accertino la sua colpevolezza. Non sappiamo se l’assassino di Donatella Manunta sia ancora in libertà, sono passati 25 anni ormai, quello che è certo è che giustizia non è stata fatta, come in tutti i cold case.

Lascia un commento

Back to Top