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NewsOmicidio Elena Ceste: Michele Buoninconti dovrà tornare in aula per affrontare 3 processi

Omicidio Elena Ceste: Michele Buoninconti dovrà tornare in aula per affrontare 3 processi

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Nelle ultime ore è arrivata la conferma ufficiale della condanna a 30 anni di reclusione per Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste. Nelle prossime settimane dovrà affrontare altri tre processi. Facciamo insieme il punto della situazione.

Michele-Buoninconti-delitti.netCome vi abbiamo raccontato poche ore fa, è arrivata la condanna per Michele Buoninconti. Poco prima del verdetto, l’imputato ha voluto leggere alcune dichiarazioni con cui ha ribadito che la moglie Elena Ceste aveva dei problemi mentali. Eppure alla cognata Daniela Ceste in una telefonata del 2 agosto 2014, Michele Buoninconti disse: «Se avessi avuto una squilibrata in casa, dici: quella è una squilibrata, non la posso lasciare. Ma una che non mi ha mai dato cenno di squilibrio…». Non finisce qui, perché sul numero 45 del Settimanale Giallo, oltre a questo colloquio telefonico è riportato lo stralcio di un colloquio in auto con la suocera avvenuto l’8 luglio 2014: «Eh… Comunque di una cosa sono certo, Lucia. Non si è ammazzata! Non si è ammazzata!». I tentativi di depistaggio di Michele Buoninconti sono stati troppi e per i suoi legali non è stato semplice costruire una difesa.

Nel “curriculum” di Michele Buoninconti non c’è solo l’omicidio della moglie Elena Ceste. Nelle prossime settimane, l’uomo dovrà rispondere delle accuse di aggressione e minacce a giornalisti e polizia penitenziaria. Saranno tre in totale i processi per altrettanti episodi. Il primo è avvenuto il 18 ottobre 2014, qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo di Elena Ceste, una troupe aspettava che uscisse da casa della suocera a Govone, ma Buoninconti si è scagliato contro l’operatore con un bastone e ha distrutto la sua videocamera. L’uomo in quell’occasione ha dichiarato che voleva proteggere i suoi bambini e che gli erano saltati i nervi ma ai giornalisti di Giallo aveva confessato che li aveva già avvisati, aggiungendo che le sue mosse non erano più prevedibili. Il secondo episodio è ancora più grave e risale al mese di novembre 2014, l’inviata di Porta a Porta e l’operatore furono colpiti da Michele Buoninconti con un ombrello e poi li avrebbe presi a calci e pugni causando all’operatore la frattura di una costola. Anche in carcere l’uomo ha aggredito gli agenti della polizia penitenziaria, ha avuto uno scontro con un detenuto, ed è stato denunciato.

Il padre di Elena Ceste aveva parlato di Michele Buoninconti come una “persona iraconda”, da non provocare per evitare il peggio.

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