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Omicidio Elena Ceste: Michele Buoninconti resta in carcere

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«Deve restare in carcere», con queste parole la Cassazione ha respinto la richiesta di scarcerazione di Michele Buoninconti, detenuto nel carcere di Asti con l’accusa di aver assassinato sua moglie, Elena Ceste e di aver occultato il cadavere. Il processo riprende il 22 luglio.

Michele BuonincontiMichele Buoninconti resta in carcere. La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa che ne aveva chiesto la scarcerazione in quanto non c’era pericolo di fuga o inquinamento delle prove. Inoltre dovrà pagare una sanzione di mille euro. Buoninconti aveva impugnato l’ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva confermato l’arresto del 27 gennaio disposto dal gip di Asti. Per i legali si tratta di una doccia fredda perché non se lo aspettavano. Non sono ancora stati resi noti i motivi per l’inammissibilità, dovrebbero arrivare entro la fine di questa giornata.

La casalinga di Costignole D’Asti è scomparsa la mattina del 29 gennaio del 2014. Il marito aveva accompagnato i figli a scuola e ha sbrigato alcune commissioni, e quando è rientrato ha notato la sua scomparsa. Elena Ceste è stata ritrovata il 18 novembre, 8 mesi dopo, nel canalone vicino la villetta. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Asti, coordinati dal pm Laura Deodato.

Una delle possibili cause della sua morte è che sia caduta accidentalmente. Il punto in cui è stato ritrovato il suo corpo è ricco di vegetazione. Se Elena Ceste fosse stata davvero in stato confusionale, così come ha raccontato Michele Buoninconti, appare improbabile che sia riuscita ad aprirsi un varco tra i rovi e annegare in soli 15 centimetri di acqua. Anche l’ipotesi del suicidio appare poco probabile per le stesse motivazioni. Inoltre poco distante dal canalone c’è il fiume Tanaro, e un’aspirante suicida si sarebbe gettata proprio in quelle acque che non lasciano scampo.

E se Elena Ceste fosse stata presa da qualcuno contro la sua volontà? Anche questa è un’ipotesi, ma i vestiti erano ripiegati sul vialetto di casa, in ordine. Inoltre il cane non ha abbaiato e i vicini di casa non hanno sentito urla o rumori anomali. I carabinieri hanno analizzato tutte le targhe dei veicoli in zona riuscendo ad accertarsi dove fossero i proprietari. Un’altra possibilità è che sia fuggita con qualcuno, ma non sono state trovate tracce nel suo cellulare e nemmeno nei tabulati dei telefoni pubblici della zona.

Ritornando un attimo sul fedele cane, Michele Buoninconti dopo le ispezioni nei campi, aveva detto che era “troppo stupido” e aveva deciso di regalarlo allontanandolo per sempre. Forse perché era “troppo vicino” e avrebbe potuto condurre i carabinieri sul luogo dove si trovava la sua padrona? In questi mesi abbiamo letto tantissimi articoli e stralci di perizie, però Michele Buoninconti non ha mai trovato delle risposte esaustive per convincere i giudici della Cassazione della sua innocenza.

Fonte: Panorama

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